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Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda franz il 03/05/2015, 17:41

Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa. Per convertire il mondo al solare

Da marchio automobilistico a produttore di batterie: la nuova sfida di Tesla è stoccare l'energia solare negli accumulatori domestici. Quelli da 10 kWh costano 3.500 euro e si appendono al muro perché "belli come sculture". Secondo Musk, è questa la soluzione per liberare il pianeta dalle fonti non rinnovabili: "Si può fare davvero, è nel potere dell'umanità"
di Claire Bal | 2 maggio 2015

Immerso in un entusiastico coro di urla, fischi e applausi, Elon Musk ha presentato al mondo la sua ultima invenzione, dopo Paypal, SpaceX e Tesla. Si chiama Powerwall ed era stata annunciato come il “pezzo mancante fra l’energia solare e la mobilità elettrica”: è una batteria da appendere al muro di casa (“bella come una scultura”, dice Musk) per accumulare l’energia elettrica prodotta nelle ore diurne dai pannelli fotovoltaici e renderla disponibile sia per l’uso domestico sia per ricaricare nottetempo l’auto elettrica. La versione domestica della Powerwall (10 kWh di “capienza”) pesa un centinaio di kg ed è già in vendita sul sito Tesla Motors al prezzo di 3.500 dollari; prime consegne previste fra tre o quattro mesi.

Esistono già soluzioni al problema dello scarto temporale fra la produzione di energia solare e il picco di consumo: nella maggior parte dei casi l’energia prodotta in eccesso si riversa nella rete e viene richiamata al momento opportuno. Ma Elon Musk ha un approccio diverso: a equilibrare domanda e offerta, un giorno, potrebbe provvedere l’enorme capacità di accumulo parcellizzata in milioni di batterie, sia domestiche sia aziendali. Oltre alle Powerwall, infatti, Musk ha pensato ad accumulatori più grandi chiamati Powerpack, dalla capacità di 100 kWh l’uno e componibili “all’infinito”, dedicati ad aziende e condomini. Rispetto agli attuali accumuli – che, dice Musk, “fanno schifo” – Powerwall e Powerpack sarebbero eleganti ed efficienti batterie agli ioni di litio. Nella visione radicale di Musk, in cui non esistono giornate di pioggia o neve, ogni unità abitativa è autosufficiente. “Una grande soluzione per le persone che vivono nei luoghi più remoti della Terra. Succederà come è accaduto con i cellulari nelle zone non raggiunte dalle linee telefoniche via cavo: le batterie renderanno inutili le reti elettriche tradizionali”, ha detto durante la conferenza stampa del 30 aprile.

L’ambizione di Musk è nientedimeno che convertire l’intero fabbisogno energetico mondiale alle fonti rinnovabili e arrestare l’aumento della produzione di gas serra. Il californiano si è fatto i calcoli: con 160 milioni di Powerpack da 100 kWh (16.000 GWh), si possono convertire gli Stati Uniti alle rinnovabili; con 900 milioni di Powerpack, il mondo intero. Se poi si volesse convertire non solo il fabbisogno elettrico, ma anche quello relativo a riscaldamento e trasporti (200.000 GWh), servirebbero 2 miliardi di Powerpack. “È un numero impossibile? Non lo è. Abbiamo su strada due miliardi di veicoli nel mondo, e li rinnoviamo al ritmo di 100 milioni all’anno. Quindi è qualcosa nel potere dell’umanità, abbiamo già compiuto imprese simili”. Ma due miliardi di batterie è una cifra che fa girare la testa. “Non penso che Tesla farà tutto questo da sola, ci saranno molte aziende che vi si cimenteranno. Speriamo che lo facciano, e per questo la nostra politica open source continuerà anche per i nuovi prodotti”.

Al di là della reale fattibilità e sostenibilità del progetto, e dei tanti punti deboli, quello che sembra chiaro dall’ultima presentazione di Elon Musk è che il marchio automobilistico Tesla è solo un tassello del suo disegno imprenditoriale, il cui nodo centrale sono le batterie. Su cui, non a caso, il californiano è disposto a investire (insieme a Panasonic) i 10 miliardi di dollari necessari alla costruzione di una Gigafactory da 50 Gwh di batterie l’anno entro il 2020. La Tesla Motors, così come la SolarCity che installa impianti fotovoltaici, sono aziende satellite. Le dichiarazioni di Musk sulla volontà di ridurre le emissioni di CO2, sulla speranza di portare l’elettricità a un miliardo di persone e sull’apertura sui brevetti sembrano sincere. Ma Musk è un idealista molto concreto, che ha capito che in un pianeta sempre più energivoro la vera sfida del futuro sarà la gestione dell’energia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05 ... e/1645714/
Il comportamento più adeguato per un essere umano è quello di sentirsi fortunato di essere vivo, umile di fronte all'immensità del tutto. Magari facendosi una birra.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda franz il 03/05/2015, 17:43

Tesla, la Gigafactory delle batterie si farà in Nevada. E sarà a “impatto zero”

Lo Stato americano è stato scelto per le miniere di litio, per gli incentivi e perché lì le cose si fanno in fretta. La nuova gigantesca fabbrica voluta da Elon Musk nascerà a Reno, sarà funzionante nel 2017 e, secondo il fondatore, renderà accessibile l'auto elettrica
di Claire Bal | 9 settembre 2014

Alla fine Elon Musk ha scelto il Nevada, lo Stato americano conosciuto per le miniere e il gioco d’azzardo di Las Vegas: mica male per uno che vuole scommettere forte sulle batterie agli ioni di litio. Dopo mesi di trattative con cinque diversi Stati, il fondatore della Tesla ha deciso che l’enorme fabbrica “Gigafactory” destinata a produrre le batterie per i suoi modelli elettrici nascerà nei dintorni di Reno, nel nord-ovest dello Stato. “Non solo sarà la più grande fabbrica di batterie di tutto il mondo”, ha detto Elon Musk durante la conferenza stampa nella capitale, Carson City, “ma sarà più grande di tutte le attuali fabbriche di batterie sommate insieme”.

Musk ha aggiunto che il Nevada non è lo Stato che ha proposto il pacchetto di incentivi più alti, ma è stato comunque scelto perché è quello “capace di fare le cose più velocemente”. E la Tesla ha fretta, perché nel 2017 vuole lanciare la Model 3, un’elettrica compatta dal prezzo abbordabile, intorno ai 35.000 dollari. “La Gigafactory è vitale per il futuro di Tesla e ha lo scopo di rendere accessibile l’auto elettrica, che è stato il nostro obiettivo fin dall’inizio”, ha aggiunto Musk. Secondo il locale Reno Gazette-Journal, fra gli elementi decisivi per la scelta del Nevada ci sono anche la vicinanza alla fabbrica che assembla le vetture, in California, e la presenza nello Stato (in particolare nella miniera di Winnemucca) di giacimenti di litio, metallo essenziale per la costruzione delle batterie.

Riguardo alla fabbrica, Musk ha spiegato che è stata progettata con una sezione “a diamante”, in modo da evitare sbancamenti troppo importanti (l’edificio avrà quasi un chilometro quadrato di superficie, e da non dover rimuovere troppa terra), e che sarà orientata perfettamente da nord a sud, così che i movimenti all’interno dello stabilimento possano essere mappati via Gps e che i pannelli solari sul tetto abbiano l’orientamento giusto. Nell’immagine diffusa dalla Tesla, infatti, si legge che l’energia necessaria sarà da fonti rinnovabili e che la Gigafactory, nel complesso, sarà a “impatto zero”.

Per il Nevada, la scelta della Tesla è un ottimo affare: la Gigafactory occuperà circa 3.000 persone, che salgono a 22.000 se si considera l’indotto. Lo Stato contribuirà con sgravi fiscali per 1,3 miliardi di dollari, ma secondo i calcoli del giornale locale di Reno, per ogni dollaro investito lo Stato ne guadagnerà 80. Per la Tesla, invece, la Gigafactory rappresenta una grande scommessa: richiederà un investimento complessivo di 10 miliardi di dollari, condiviso con il partner Panasonic, e produrrà batterie a sufficienza per mezzo milione di elettriche l’anno: un’enormità, considerando che i piani per il 2014 sono di consegnare 35.000 vetture.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09 ... o/1112159/
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda pianogrande il 03/05/2015, 18:14

Certo che è una soluzione.
L'accumulo di energia è un passo indispensabile se si vuole espandere ancora le rinnovabili il cui ritmo è gestito dal padreterno e parliamo di qualcuno che non si lascia influenzare facilmente.

Bisognerebbe conoscere i costi per l'utenza, però.
Acquisto, durata, emissioni, smaltimento, affidabilità/manutenzione etc. delle batterie "belle come una scultura" e quello non mi sembra il parametro fondamentale.

Un'altra cosa che mi viene in mente è che bisognerebbe adattare il consumo alle condizioni ambientali locali.
In pratica, orientare gli sconti sul consumo di energia alle ore in cui si dispone del picco naturale di fornitura.
Quel picco, oltre che a far andare lavatrici, ferri da stiro e quant'altro, potrebbe essere utilizzato per caricare le batterie. Caricarle di notte o nelle ore senza vento etc. renderebbe il tutto perfettamente inutile.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda franz il 03/05/2015, 20:22

Mi pare che i costi delle batterie siano decisamente legati alla possibilità di una produzione di massa e quindi a grandi stabiilimenti. Ecco perché Musk per lanciare definitivamente la sua Tesla (bellissima tra l'altro) ha bisogno, oltre alla rete di distribuzione, di un grande stabilimento e di usi di quelle batterie anche al di fuori dell'automotive.

Ma a proposito, Musk è anche quello di spacex, la prima compagnia spaziale privata, che recentemente porta cibo e rifornimenti alla ISS (ed anche una macchina per fare il caffé in assenza di gravità, della Lavazza) che sono providenziali visto che l'ultimo lancio NASA e Russo sono falliti. Insomma, lo hai capito Piano, dove voglio arrivare: mica male 'sti privati! ;)
E' anche cofondatore di Paypal. Vedicosa possono fare certi privati se lo stato non porta via loro tutti i soldi in tasse?
Cosa credete avrebbe fatto un Musk in Italia?
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda pianogrande il 05/05/2015, 22:09

Le batterie distribuite (e quindi non all'origine della fornitura) mi sembrano un'ottima soluzione.
Che l'idea è buona lo capirebbe anche un ente pubblico (ma fermiamoci qua).

Certo che la quantità fa scendere i costi ma la domanda deve essere stimolata dalla qualità; dal servizio offerto.

faccio tutti i miei auguri a questa iniziativa che, se funziona, può portare un impulso decisivo alla produzione di rinnovabili.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda annalu il 06/05/2015, 20:32

Non sono un'esperta della questione, ma mi pare che il problema della "conservazione" dell'energia elettrica sia una delle principali difficoltà riguardo al suo uso.
Di recente proprio Franz ci ha raccontato cosa accade in UK quando tutti gli inglesi contemporaneamente attaccano il bollitore per preparare il the delle 5. Se fosse invece possibile conservare (nelle case, o dovunque) l'energia prodotta nei periodi di minor consumo per poi poterla utilizzare nei momenti di consumo elevato, penso che molti problemi sarebbero risolti con grossi risparmi nei costi di produzione.
Anche se al momento la produzione delle batterie fosse costosa, alla lunga il loro prezzo non potrebbe che scendere, e potremmo assistere ad una nuova "rivoluzione" energetica.

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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda pianogrande il 06/05/2015, 21:30

annalu ha scritto:Non sono un'esperta della questione, ma mi pare che il problema della "conservazione" dell'energia elettrica sia una delle principali difficoltà riguardo al suo uso.
Di recente proprio Franz ci ha raccontato cosa accade in UK quando tutti gli inglesi contemporaneamente attaccano il bollitore per preparare il the delle 5. Se fosse invece possibile conservare (nelle case, o dovunque) l'energia prodotta nei periodi di minor consumo per poi poterla utilizzare nei momenti di consumo elevato, penso che molti problemi sarebbero risolti con grossi risparmi nei costi di produzione.
Anche se al momento la produzione delle batterie fosse costosa, alla lunga il loro prezzo non potrebbe che scendere, e potremmo assistere ad una nuova "rivoluzione" energetica.

Annalu


Certo che l'accumulo è un grosso problema.
Non solo per le punte di consumo ma anche (il problema specifico delle rinnovabili) per le punte di produzione e cioè per i momenti in cui soffia il vento o brilla il sole o scorre l'acqua.
Questo secondo aspetto richiederebbe una incentivazione delle relative fasce orarie e cioè far costare meno la ricarica delle batterie nelle ore dette sopra.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda franz il 07/05/2015, 7:37

Dobbiamo considerare pero' anche l'aspetto materie prime e l'aspetto dell'inquinamento durante la produzione e lo smaltimento finale. Fortunatamente il litio, elemento principale della nuove batterie, è abbastanza comune nella crosta terrestre (non è metallo raro) ma la sua purificazione oggi (in natura è presente non puro ma legato ad altri elementi) è fatta con l'elettrolisi, che è un'operazione decisamente inquinante e costosa in termini energeciti.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda mauri il 12/05/2015, 21:30

non è solo il suo sogno...è anche il mio, riscaldare e far funzionare tutto con l'elettricità autoprodotta staccato dalla rete, isola, ma ancora non ci siamo per i costi elevati e non ammortizzabili a breve, quando si potrà ammortizzare la spesa degli accumulatori in 2-3 anni allora sì' che sarà conveniente
ciao mauri

http://www.zeusnews.it/n.php?c=22816
l sogno di Elon Musk - una casa che non necessita di allacciamento alla rete elettrica - forse non è così a portata di mano; di certo però Powerwall lo avvicina.
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Re: Tesla Powerwall, Musk porta le batterie in casa

Messaggioda pianogrande il 13/05/2015, 1:12

Davanti a tutte quelle migliaia di dollari, è meglio pagare la normale bolletta.

L'idea è ottima ma i costi no.
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