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Il caso ILVA di Taranto

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda Iafran il 26/11/2012, 20:32

Gli arrestati non (ti) dicono niente ... nemmeno che potrebbero essere vittime dei magistrati (se non avessero colpe)!
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda franz il 26/11/2012, 21:35

Ho letto della chiusura e dell'assurdo sequestro dell'acciaio già prodotto (il che vuol, dire già venduto, perché li' si lavora solo su commessa). L'acciaio laminato invenduto si deteriora, arrugginisce e diventa di bassa qualità. Invendibile dopo poche settimane. Una decisione che non ha alcuna razionalità. A meno di non pensarla in termini di cui prodest o meglio detto cui bono. Ci guadagnano i lavoratori? Ci guadagnano i cittadini con la salute? Ci guadagnano i contribuenti che pagano la cassa integrazione? Ci guadagnano i magnati dell'acciao che sono competitori dell'ILVA e che di colpo faranno affari d'oro? Chi ci guadagna di piu'? Brutta storia.
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda ranvit il 27/11/2012, 9:08

Non c'è Paese al mondo in cui sarebbe accaduto.... :oops: :oops: :oops:
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda pianogrande il 27/11/2012, 10:22

ranvit ha scritto:Non c'è Paese al mondo in cui sarebbe accaduto.... :oops: :oops: :oops:


Direi meglio che non c'è paese al mondo in cui non sarebbe accaduto qualcosa prima di tutto questo pasticcio.
Questo è il paese della classe politica che non governa e il caso ILVA ne è la dimostrazione.
E' un paese tanto marcio che chi mette in evidenza il marciume diventa colpevole di bloccare il sistema.
Un paese che funzione solo nella illegalità: inquinamento, evasione fiscale, corruzione, mafia.
Guai cercare di modificarne il meccanismo.
Si ferma tutto.
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda franz il 27/11/2012, 13:21

pianogrande ha scritto:
ranvit ha scritto:Non c'è Paese al mondo in cui sarebbe accaduto.... :oops: :oops: :oops:

Direi meglio che non c'è paese al mondo in cui non sarebbe accaduto qualcosa prima di tutto questo pasticcio.
Questo è il paese della classe politica che non governa e il caso ILVA ne è la dimostrazione.

Sì, concordo ampiamente. La politica è latitante, a meno che non debba fare i suoi affari, per cui tutti chiudono occhi, a livello centrale, e locale, sindacati compresi. Alla magistratura quindi spettano operazioni talebane, che non sarebbero nemmeno pensabili in altri paesi "civili".
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda pianogrande il 30/11/2012, 11:19

'Orco cane!
Un governo che governa.
Un governo che prende il toro per le corna.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/ ... ef=HRER2-1

Andiamo avanti anche senza RIVA .
Un applauso!!
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda flaviomob il 30/11/2012, 23:40

Se la magistratura non fosse intervenuta radicalmente, saremmo andati avanti altri cent'anni con morti, malati cronici, terre ed acque avvelenate, tirando a campà. Bravi, i giudici!


"Dovremmo aver paura del capitalismo, non delle macchine".
(Stephen Hawking)
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda pianogrande il 01/12/2012, 1:17

flaviomob ha scritto:Se la magistratura non fosse intervenuta radicalmente, saremmo andati avanti altri cent'anni con morti, malati cronici, terre ed acque avvelenate, tirando a campà. Bravi, i giudici!

Perfettamente d'accordo.
La magistratura è l'ultima spiaggia e dovrebbe essere preceduta e non seguita (o subita) dalla politica.
Mi piace comunque il fatto che questo governo si stia muovendo.
Per il momento sono contento delle dichiarazioni (belle toste).
Aspetto i fatti, naturalmente.
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«abbiamo ancora qualche cartuccia da sparare»

Messaggioda franz il 01/12/2012, 9:39

Trovo particolarmente inadatto alla carica che un magistrato, potere giudiziario, impegnato su un caso si esprima, contro la decisione del potere esecutivo dicendo che «abbiamo ancora qualche cartuccia da sparare».


I magistrati: testo incostituzionale
La fabbrica provoca ancora morti

Il gip nega il dissequestro. La Procura valuta il ricorso alla Consulta contro il decreto del governo

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

TARANTO - La partita con l'Ilva non è finita, «abbiamo ancora qualche cartuccia da sparare», sorride amaro il procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, che proprio non ci sta a passare per «il talebano», «il pazzo nemico di 20 mila operai», «se solo avessi cinque minuti per un caffè con il presidente Napolitano e con Mario Monti racconterei loro dei bambini che qui nascono già malati di tumore...», si sfoga il vecchio magistrato. Così, l'uomo che ieri per la delusione - dopo il decreto legge del governo che sospende di fatto i sequestri della magistratura - aveva pensato quasi di dimettersi, ora è già pronto a indossare di nuovo la toga in vista dell'udienza del prossimo 6 dicembre davanti al Tribunale del Riesame, per discutere dell'istanza di dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati presentata dall'Ilva. Sarà in quella sede molto probabilmente che la Procura solleverà eccezioni di incostituzionalità del decreto legge di Palazzo Chigi, chiedendo l'intervento della Corte Costituzionale. Il diritto all'eguaglianza, ad esempio: la legge è uguale per tutti, no? Ma se la legge è nata per l'Ilva, dove finiscono i principi di astrattezza e generalità?

Non solo. La Procura recepirà, nel suo ricorso, tutto quello che ha scritto proprio ieri - come fosse l'ultima sfida ai poteri forti - il gip di Taranto, Patrizia Todisco, rigettando l'ennesima istanza dell'Ilva di dissequestrare gli impianti dell'area a caldo: «È un fatto incontrovertibile - scrive il gip a pagina 7 del suo decreto - che l'attività produttiva dell'Ilva sia tuttora, allo stato attuale degli impianti e delle aree in sequestro, altamente pericolosa per la salute dei lavoratori e dei cittadini dei vicini centri abitati. Ed è del pari evidente che dell'attualità del pericolo e della attualità delle gravi conseguenze dannose per la salute e l'ambiente, ascrivibile alle emissioni tossiche derivanti dall'attività dell'area a caldo del siderurgico tarantino, la nuova Aia non si preoccupa affatto, posto che l'esercizio dell'attività produttiva non è stato subordinato alla preventiva, immediata e completa attuazione delle misure necessarie a far sì che per produrre acciaio non si provochi malattia e morte, come avviene tuttora».

Il giudizio di Patrizia Todisco sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale concessa all'Ilva dal governo è durissimo: «I tempi di realizzazione delle misure prescritte dalla nuova Aia risultano incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela della salute della popolazione locale e dei lavoratori, tutela che non può essere sospesa senza incorrere in una inammissibile violazione dei principi costituzionali di cui all'articolo 32 (diritto alla salute) e 41 (la libera iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana)...».

Eccoli, dunque, i profili d'incostituzionalità del decreto legge che spingeranno la Procura a porre la spinosa questione davanti al Riesame. E c'è la concreta possibilità che in quella stessa sede, giovedì prossimo, si sollevi anche il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Giusto ieri un altro magistrato influente di Taranto, Maurizio Carbone, segretario nazionale dell'Anm, non ha lesinato critiche al provvedimento d'urgenza di Palazzo Chigi: «È un'invasione di campo, dov'è finito il principio della separazione dei poteri? Il decreto legge vanifica di colpo tutti gli effetti dei provvedimenti presi dai magistrati per la tutela della salute dei cittadini. Il governo, così facendo, si è preso una grossa responsabilità».

La Procura di Taranto, però, ha in serbo ben altre cartucce da sparare: prima di gennaio 2013, quando scadranno i termini, il procuratore Sebastio vorrebbe chiedere il giudizio immediato per Emilio Riva e gli altri imputati. «Andiamo avanti, le pressioni sono enormi - conclude sfinito il capo del pool -. Perfino il Papa, all'ultimo concistoro, ha chiesto al nostro arcivescovo, don Filippo Santoro, notizie dell'Ilva. Speriamo che prevalga la ragione, ha detto Benedetto XVI. E io sono d'accordo. Ma viene prima la salute dei cittadini, non vi pare?».

Fabrizio Caccia 1 dicembre 2012 | 7:33 www.corriere.it
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda pianogrande il 01/12/2012, 10:29

A prescindere dalle dichiarazioni più o meno esasperate, è giusto che la magistratura faccia la sua parte come il governo deve fare la sua.
Il minimo che si ottiene è un controllo da più punti di vista di come vanno avanti le cose.
Nessuno potrà illudersi di far passare la buriana e poi andare avanti come prima.
Non dimentichiamoci che senza il senso del dovere della magistratura il massimo segno di vita della politica sarebbe il consiglio di non far giocare i bambini in strada.
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