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Il caso ILVA di Taranto

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

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Messaggioda pianogrande il 01/12/2014, 11:42

Ripeto.
Una classe politica che ha permesso tutto questo e quindi una classe politica inerte e incapace (sempre nella migliore delle ipotesi) adesso si fa carico di prendere in mano la situazione.

http://www.repubblica.it/economia/2014/ ... ef=HREC1-2

I miliardi chiesti all'ILVA per danni ambientali?
Sai le risate?!
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda franz il 01/12/2014, 15:15

il diavolo sta nei dettagli, dicevo.
la normativa UE vieta gli aiuto di stato alle industrie.
Non vieta le nazionalizzazioni (in euroopa esistono aziende pubbliche) ma se la nazionalizzazione dovesse implicare aiuti di stato allora la UE interverrebbe (perché le altre acciaierie private insorgerebbero).

Ci sono deroghe, naturalmente.
Una pagina interessante è questa:
http://europa.eu/legislation_summaries/ ... dex_it.htm

Nell’ambito della libera concorrenza nel mercato interno, e in particolare nel contesto dell’apertura dei servizi pubblici alla concorrenza, gli Stati membri intervengono talvolta mediante risorse statali per promuovere alcune attività economiche o proteggere alcune industrie nazionali. Favorendo alcune imprese a scapito dei concorrenti, questi aiuti di Stato possono falsare la concorrenza.
Gli aiuti di Stato sono vietati dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Tuttavia, alcune deroghe autorizzano gli aiuti che siano giustificati da obiettivi di comune interesse, ad esempio gli aiuti destinati a servizi d’interesse economico generale, sempre che non alterino la concorrenza in misura contraria al comune interesse. Il controllo degli aiuti di Stato effettuato dalla Commissione europea consiste quindi nel valutare l’equilibrio tra gli effetti positivi e negativi degli aiuti.


Bisogna vedere cosa si intende, a livello europeo, con "servizi d’interesse economico generale".
L'acciao potrebbe essere tra questi?
E soprattutto si parla dell'interesse economico del singolo paese o dell'unione europea nel suo complesso?
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda trilogy il 01/12/2014, 16:37

franz ha scritto:il diavolo sta nei dettagli, dicevo.
la normativa UE vieta gli aiuto di stato alle industrie.
Non vieta le nazionalizzazioni (in europa esistono aziende pubbliche) ma se la nazionalizzazione dovesse implicare aiuti di stato allora la UE interverrebbe (perché le altre acciaierie private insorgerebbero).


Infatti, sono due livelli differenti. C'è l'articolo 345 del Trattato sul funzionamento dell'UE che sancisce il principio di neutralità sul tipo di proprietà «i Trattati lasciano del tutto impregiudicato il regime di proprietà esistente negli Stati membri»

Questo poi implica che qualunque sia la proprietà dell'impresa (pubblica o privata) non possono essere adottati comportamenti lesivi della libera concorrenza vanno quindi rispettate le norme antitrust e sugli aiuti di stato.
Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno. Popper
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Re: Il caso ILVA di Taranto

Messaggioda pianogrande il 01/12/2014, 18:21

Non è che Renzi si sta buttando su un'altra complicazione che gli tagli le gambe come la pasticciatissima riforma (riforma e non abolizione) del senato?

Abbiamo un capo del governo masochista?

Certo.
Non posso che aspettare i fatti ma che lo stato non debba fare l'imprenditore è una delle cose che condivido con i liberisti e adesso che vedo lo stato che si trasforma in imprenditore perché non è riuscito a fare il suo mestiere principale (e cioè lo stato) mi gratto la pera piuttosto perplesso.
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