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La scomparsa delle nuvole

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

La scomparsa delle nuvole

Messaggioda flaviomob il 28/02/2019, 15:57

https://www.agi.it/blog-italia/scienza/ ... 019-02-27/

i risultati di una ricerca scientifica appena pubblicati su Nature Geoscience gettano un'ombra ancora più inquietante sul clima del futuro. Un team di fisici del clima affiliati al California Institute of Technology ha eseguito una serie di esperimenti incentrati sul ruolo delle nubi stratocumuliformi nella modulazione del clima futuro.
Gli stratocumuli sono nubi perlopiù composte da finissime goccioline d'acqua, e d'inverno o alle alte latitudini anche da piccoli cristalli di ghiaccio; occupano il primo terzo della troposfera (la porzione di atmosfera in cui avvengono i fenomeni meteorologici, cioè i primi tre chilometri circa).
I risultati hanno mostrato una forte sensibilità della quantità di nubi al crescere della temperatura media globale, sotto l'effetto delle crescenti concentrazioni di biossido di carbonio (CO2). In particolare, oltre una certa soglia la nuvolosità di stratocumuli tenderebbe a diminuire drasticamente, senza venire sostituita da altri tipi di nubi, lasciando il cielo libero.
Gli scienziati hanno riflettuto sulla plausibilità fisica di questo risultato ed hanno concluso che potrebbe trattarsi di un tipo di feedback positivo e molto forte finora non considerato.
Questo effetto potrebbe spiegare anche la maggiore intensità di periodi di forte e rapido riscaldamento del pianeta avvenuti nel passato (come quello del PETM, il Massimo Termico del Paleocene-Eocene) rispetto a quanto ricostruito finora dai modelli di paleoclima. Gli studiosi hanno ipotizzato che questo effetto possa iniziare a verificarsi quando le temperature globali oltrepasseranno l'anomalia di 4 °C rispetto ai valori preindustriali, o quanto meno tra 4 e 6 °C.


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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda pianogrande il 28/02/2019, 22:55

Onestamente non ho capito il senso di questo scritto.

Cosa vuole dimostrare/affermare?

Sarà che, da chimico, ho sempre un senso di fastidio nel veder definire "biossido di carbonio" la buona vecchia anidride carbonica e magari mi è sfuggito qualcosa.
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda franz il 01/03/2019, 11:49

https://it.wikipedia.org/wiki/Stratocumulo

In sintesi un aumento di CO2 implica una diminuzione di un certo tipo di nuvolosità e quindi cieli tendenzialmente più liberi.
Questo aumenta le giornate soleggiate, quindi il riscaldamento del suolo e delle acque (laghi, mari, oceani).

Verificato l'effetto esaminando più di un secolo di rilevazioni (temperatura e piovosità) a Lugano (clima prealpino) ed effettivamente ho riscontrato un aumento delle giornate secche e calde (quindi senza copertura nuvolosa) anche se poi la piovosità rimane nella norma (concentrata in poche giornate). La primavera inizia prima e tende ad esser più simile all'estate. Il risultato è che il contributo al riscaldamento viane un po' da tutti i mesi ma principalmente da quelli primaverili.
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda franz il 01/03/2019, 13:48

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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda pianogrande il 01/03/2019, 14:42

Grazie Franz.

E così abbiamo trovato un'altra influenza negativa della CO2 (anidride e non ossido) sul clima.
La terra si scalda perché diminuisce il filtro dei raggi solari costituito da un certo tipo di nubi.

Sapevo che le nubi hanno anche loro un "effetto serra" ed è per questo che si hanno più facilmente le "gelate" quando il cielo notturno è sereno ma non credo che una cosa compensi l'altra.
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda franz il 01/03/2019, 16:04

pianogrande ha scritto:Grazie Franz.

E così abbiamo trovato un'altra influenza negativa della CO2 (anidride e non ossido) sul clima.
La terra si scalda perché diminuisce il filtro dei raggi solari costituito da un certo tipo di nubi.

Sapevo che le nubi hanno anche loro un "effetto serra" ed è per questo che si hanno più facilmente le "gelate" quando il cielo notturno è sereno ma non credo che una cosa compensi l'altra.

In effetti sì, le nuvole hanno un notevole effetto serra ma di solito quando piove questo porta ad un raffreddamento dell'atmosfera (per l'evaporazione) per cui gli effetti vanno presi con le molle.

Un giornata soleggiata puo' vedere la minima a 10 gradi e la massima a 20 (tipico alle nostre latitudini un delta di 10~11 gradi) mentre se la giornata è coperta avremo una minima di 13 ed una massima di 17 (ma sempre la stessa media).

Ora però cosa succede con 10 giornate consecutive di bel tempo?
Che gradualmente minima, massima e media aumentano, perché si scalda la terra, l'atmosfera e anche le masse di acqua. Questo riscaldamento però viene a calare se hai 10 giornate consecutive di cielo coperto. Se poi piove hai un raffreddamento.

Oltre a questo naturalmente hai che a fronte di una perturbazione hai, prima di essa aria calda da Sud e dopo aria più fresca da Nord (e quindi ricambio di aria) mentre se l'anticiclone è stabile non c'è ricambio e l'aria si riscalda sempre di piu', insieme al suolo e all'acqua, che renderanno calore dopo il tramonto e di notte.

Il problema quindi è che se in un mese come maggio o giugno invece di avere 15 giorni coperti e 15 belli ne hai 5 coperti e 25 belli, la temperatura media di quel mese sarà molto più alta. E quindi anche quella dei mesi successivi.
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda flaviomob il 23/03/2019, 17:13

nell'odierna nomenclatura IUPAC, la locuzione anidride carbonica è ormai obsoleta; il termine anidride, invece, risulta designare una specifica classe di composti organici (ai quali l'anidride carbonica non appartiene, essendo un composto inorganico)


https://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonica


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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda pianogrande il 24/03/2019, 17:34

flaviomob ha scritto:
nell'odierna nomenclatura IUPAC, la locuzione anidride carbonica è ormai obsoleta; il termine anidride, invece, risulta designare una specifica classe di composti organici (ai quali l'anidride carbonica non appartiene, essendo un composto inorganico)


https://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonica


Io vengo dalla "chimica classica" dove l'anidride è un composto che, per aggiunta di acqua, dà un acido.

CO2 + H2O => H2CO3 (Acido carbonico).

Se "l'odierna nomenclatura" dice qualcosa di diverso, questo non mi impedisce di inorridire davanti a biossido (o diossido) di carbonio.

L'ossido è un composto che, per aggiunta di acqua, dà una base (idrossido)

2Na2O + H2O => 2NaOH (Idrossido di Sodio/Soda caustica)

Questa è la mia lingua madre e la cambierò solo se sarà necessario.
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda franz il 24/03/2019, 18:06

Strana discussione.
Molto nominalistica.
In pratica se parlassimo di chimica inorganica CO2 sarebbe un biossido di carbonio.
In campo di chimica organica sarebbe un'anidride.

Embé? La formula chimica (la realtà) non cambia.
Ma gli italiani sono esperti per litigare sui nomi messi alle cose e cambiare nome per cercare di cambiare la realtà.

Non ci perderei tempo, oltre quanto oggi fatto (ma è domenica e si può) :lol:
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Re: La scomparsa delle nuvole

Messaggioda flaviomob il 07/04/2019, 0:53



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