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Serve prosperità, non assistenzialismo

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Serve prosperità, non assistenzialismo

Messaggioda ranvit il 30/12/2016, 11:13

Serve prosperità, non assistenzialismo
La povertà non sarà mai un rimedio. I poveri lo sanno, Grillo no
di Redazione
30 Dicembre 2016 alle 06:00

C’è una profonda differenza tra l’elogio della povertà predicato da Papa Francesco e l’indicazione della povertà come soluzione dei problemi avanzata da Beppe Grillo. Francesco sogna una chiesa povera, ma incita a soccorrere i poveri perché non siano più costretti in quella condizione. Grillo invece, per una volta in coerenza con la sua ideologia della “decrescita felice”, la indica come una prospettiva egualitaria e salvifica. Non è una novità: la critica di John Kenneth Galbraith alla “società opulenta”, le polemiche contro il consumismo, l’elaborazione di Enrico Berlinguer sull’austerità come motore di un passaggio dai consumi privati ai beni pubblici che rappresentava un “elemento di socialismo”, sono precedenti rilevanti e culturalmente più consistenti. Quello che può stupire non è il periodico ritorno della reazione di Gerolamo Savonarola alla stagione magnifica di Lorenzo. E’ piuttosto l’accoglienza apparentemente entusiastica di questi messaggi da parte di una società che mentre applaude al pauperismo protesta per l’impoverimento (o l’arricchimento inferiore alle attese e ai ritmi del passato). La povertà non è e non sarà mai considerata un rimedio dai poveri. Quella di cui si parla è un’immagine della povertà simile a quella che l’Arcadia dava della pastorizia, lontanissima dalla condizione reale e miserevole dei pastori di allora (e in gran parte di oggi).

Quello che spinge a dare consenso ai cantori della povertà è, piuttosto, la rabbia contro classi dirigenti che non sono state in grado di assicurare la prosperità. Resta il fatto che la povertà non è davvero un obiettivo ragionevole, ma solo un paradosso e una aberrazione logica ed estetica, come quella che portò a riempire i palazzi nobiliari di dipinti “pittoreschi” in cui campeggiavano le immagini dei miserabili. L’unica risposta seria a questa tendenza che si fa ideologia è un’azione che concretamente combatta la povertà e l’impoverimento (che sono fenomeni differenziati che richiedono specifiche terapie) contrastandone le cause, il che è arduo ma indispensabile, invece di limitarsi a lenirne gli effetti con un assistenzialismo sempre meno sostenibile.


http://www.ilfoglio.it/politica/2016/12 ... lo-113046/
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
ranvit
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Re: Serve prosperità, non assistenzialismo

Messaggioda pianogrande il 03/01/2017, 12:40

L'elemosina è la prima certificazione della mancanza di un minimo di giustizia sociale legato al fatto di appartenere alla comunità umana.

Un minimo ci vuole.

Non l'egualitarismo che finisce per farsi violenza ammazzando ogni iniziativa ma una regolamentazione ben bilanciata dei rapporti economici e sociali che combatta la formazione di classi dominanti (troppo dominanti e quindi libere di commettere abusi sulle altre classi).

E' quella la socialità che conta.

Ci sono categorie sociali (lasciamo pure il termine "classi" alla storia) che godono di garanzie e privilegi a spese di altre.

Lì sta uno dei tanti aspetti dell'equilibrio dei poteri che non è costituito solo dalla separazione dei poteri a livello politico ma anche dal non incontrastato prevalere di una categoria sociale su un'altra.

Non mi permetterei mai di fare un ipocrita e peloso elogio della povertà.

La mia visione è che il livello di vita a cui aspirare è quello che ti permette di dedicarti ad aspetti superiori della cultura e dell'arte ed altre categorie che non si mangiano con l'animo e il corpo sollevati dai bisogni primari.

Il di più non possiamo pretendere che ci venga garantito dalla società e il modo di, eventualmente, procurarcelo va ben regolamentato per i motivi detti sopra.

Mi appare abbastanza chiaro quanto siano bugiardi e ipocriti gli elogi della povertà fatti dall'alto di una finestra su Piazza San Pietro o dal ponte di un super yacht.
Fotti il sistema. Studia.
pianogrande
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Re: Serve prosperità, non assistenzialismo

Messaggioda trilogy il 13/07/2017, 21:27

Bello questo articolo sul tema: povertà e reddito d'inclusione

Articolo:
https://www.internazionale.it/reportage ... inclusione
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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