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Boicottare Parmalat

Forum per le discussioni sulle tematiche economiche e produttive italiane, sul mondo del lavoro sulle problematiche tributarie, fiscali, previdenziali, sulle leggi finanziarie dello Stato.

Boicottare Parmalat

Messaggioda flaviomob il 12/04/2016, 10:37

Come ha già fatto a Monza, dove ha chiuso la storica Centrale del latte dopo averla acquisita, in violazione degli accordi presi, ora nel genovese Parmalat non acquista più latte dai produttori locali. Boicottaggio!

http://www.ligurianotizie.it/boicottagg ... 11/197861/

GENOVA. 11 APR. “E se volete, si potrebbe anche boicottare gli altri prodotti Parmalat che sono: Il latte ZYMIL, panna e besciamella Parmalat, yogurt Parmalat Fibresse Zymil e Kyr, dessert Parmalat, succhi di frutta Santal. Si potrebbe andare avanti. Questo è il modo per fagli sentire le cose, questo è l’unico linguaggio che sentono: abbassargli il fatturato”.

E’ l’ultimo post pubblicato su Facebook da Valentino Porcile, uno di noi, che quando c’è da difendere i lavoratori o i genovesi non si tira mai indietro.

“BOICOTTARE PARMALAT? Certo che SI – ha pubblicato in precedenza don Valentino – Sì sono d’accordo e rilancio. Come anni fa dicevo di boicottare i prodotti fatti da bambini sfruttati. Perché boicottare è il mezzo che abbiamo tra le mani per far ragionare in questi casi. Abbiamo comprato tonnellate di formaggio dall’Emilia quando c’era da sostenere le imprese emiliane. Chiedete a Franco Castagnino. Ora è il momento di sostenere i nostri allevatori. Ma non solo questo. Due domande: 1. Parmalat-Lactalis è francese e vuole comprare latte francese? Vada a venderselo in Francia. 2. Qui i nostri allevatori devono vendere le mucche? La politica non può intervenire? Boicottare il latte Parmalat è lo strumento democratico che abbiamo per farla capire. Sosteniamo i nostri allevatori”.

+++++

http://www.nextquotidiano.it/tutti-cont ... n-liguria/

http://www.dire.it/08-04-2016/47921-par ... te-locale/


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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda ranvit il 13/04/2016, 11:28

Leggevo ieri che dopo il casino fatto per le quote latte, ore che sono state abolite da un anno ormai, i ns produttori si sono trovati in un mare di merda perchè senza piu' quote alcuni Paesi tra cui l'irlanda hanno enormemente aumentata la produzione a prezzi molto piu' bassi che in Italia.....
E' chiaro che a questo punto i grandi consumatori di latte tipo Parmalat comprano altrove!
E' la nemesi :D : Invece che trovare il modo di abbassare i costi, al riparo delle quote hanno solo saputo fare un casino della madonna per anni....ma andate affanculo!
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda pianogrande il 13/04/2016, 15:19

Ma cosa vogliono boicottare?

Intanto il boicottaggio (ammesso che venga mai realizzato) fa perdere "fatturato" ma anche posti di lavoro.
Se poi si vuole combattere il libero mercato in difesa degli allevatori si deve essere disposti a pagare il prodotto a un prezzo più alto.
Si fa prima a fare una colletta e mandare i soldi direttamente ai benemeriti allevatori.
Gli stessi che, come ricorda Ranvit, mancava facessero un colpo di stato con i loro carri armati che bloccavano il traffico senza tanti complimenti.

Il discorso, ormai fino alla noia, è avere i sacrosanti controlli sulla qualità.

Se quel latte (che venga anche da Saturno) risponde ai requisiti qualitativi e significa prezzi più bassi, c'è poco da fare.
Sono lotte di retroguardia.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda franz il 13/04/2016, 18:33

Ora è il momento di sostenere i nostri allevatori. Ma non solo questo. Due domande: 1. Parmalat-Lactalis è francese e vuole comprare latte francese? Vada a venderselo in Francia. 2. Qui i nostri allevatori devono vendere le mucche? La politica non può intervenire? Boicottare il latte Parmalat è lo strumento democratico che abbiamo per farla capire. Sosteniamo i nostri allevatori”.

Un po' di cose sparse.
1) il protezionismo fascista, con l'aggravante dell'autarchia, è repellente.
2) il boicottaggio non è "democratico" ma un reato penale (art. 507 codice penale) per cui è prevista una pena fino a tre anni di carcere (fino a sei se vi sono anche fatti violenti). La propaganda al boicottaggio non è piu sanzionabile ma gli atti concreti sì.
3) Don Valentino Porcile se ne faccia una ragione e curi le anime degli uomini e delle donne, lasciando stare le vacche e la loro produzione. Date a Cesare quel che è di Cesare, si diceva.
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda Robyn il 13/04/2016, 19:18

Il tema degli allevatori è molto indicativo della mentalità.Al posto di investire al fine di rendere più umano il lavoro e fare un bene più competitivo si è preferita la mentalità rurale medioevale secondo il quale il lavoro è fatica con la conseguenza con la liberalizazione degli scambi di peggiorare le condizioni dei lavoratori.Gli investimenti possono avere come conseguenza anche la riduzione di organico ma nella logica del mercato se si investe in innovazione in ricerca in organizzazioni del lavoro più efficenti si sviluppano e crescono altri settori che riassorbono la manodopera persa.Poi in mancanza di questo ci si attacca alle quote latte e a schenghen
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda flaviomob il 14/04/2016, 1:48

Bisogna premettere che Parmalat prima fa accordi con le comunità locali per rilevare attività produttive, poi ne fa carta straccia: non conosco nel dettaglio il caso ligure ma a Monza vi furono due gravi violazioni. La produzione fu spostata a Bergamo, contrariamente agli accordi presi (la Centrale del latte, in precedenza pubblica, era in attivo); i pochi lavoratori dipendenti rimasti in sede a Monza per la distribuzione (come da accordi) furono poi fatti fuori e sostituiti da precari o appalti e subappalti.

--

Il boicottaggio è una libera decisione del cittadino e ciascuno ha il diritto di esporre pubblicamente i motivi per cui viene effettuato, così come ognuno è libero di aderire o meno.

Qualche pseudoliberale smemorato può riferirsi all'armamentario dell'epoca fascista rimasto (colpevolmente) in vigore, anche se la prassi è cambiata con i tempi: http://www.verdegiac.org/boycott/lex.html

Non mi pare certo un buon esempio di civiltà liberale da citare, anche perché se esistesse ancora il reato di propaganda del boicottaggio, forse qualcuno ne dovrebbe... rispondere qui :)

http://liste.perlulivo.it/pipermail/gar ... 09266.html

da http://www.stopesso.com
----------
While the rest of the world is trying to stop global warming and
protect the planet for future generations, Esso is busy drilling for
more oil and polluting the atmosphere. What's worse, Esso is doing
its best to stop other countries' attempts to prevent the world from
heating up. Here are five reasons why we should boycott Esso
products:

Esso pretends that global warming isn't happening even though it's a
major cause of it. Esso spends millions of dollars on misleading
propaganda every year.

Esso has played a leading role in sabotaging international attempts
to stop global warming. It would rather sell more petrol than protect
future generations.

Esso refuses to invest in clean, green energy and instead spends all
its money on dirty oil and gas. Even Shell and BP will invest $500
million each over the next three years in green energy projects.

Esso is the biggest oil company in the world - £12 billion in profits
in 2000. If anyone can afford to help stop global warming it's Esso.

Esso is among the most important groups that paid for George Bush's
election campaign. As soon as George Bush became president, he said
that the United States would pull out of international agreements to
stop global warming - exactly the policy that Esso was promoting.
-----

Ecco un modo per manifestare, come consumatori, il dissenso per le
politiche delle multinazionali.
Credo che ottenga piu' risultati di una manifestazione di piazza.
Boicottare, di volta in volta, la compagnia che ha il comportamento
peggiore puo' essere una strategia ..... vincente.

Saluti,
Francesco


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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda franz il 14/04/2016, 7:23

Infatti ho precisato fin dal mio primo intervento sul tema che la parte relativa alla sola propaganda non è piu' perseguibile.
Il reato però rimane e basta leggere l'articolo in questione per capire cosa non si puo' fare.
Come libera scelta del consumatore è un atto di libertà.
Se invece ci sono atti di forza e autorità di gruppi, partiti, associazioni (quindi atti collettivi organizzati) allora è reato e mi pare giusto che lo sia.
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda ranvit il 14/04/2016, 10:11

Resta il fatto che questi cialtroni arroganti di produttori del latte non hanno capito una mazza e pretendevano di continuare a comprarsi ville, barche, etc etc a spese dei consumatori!
Il mondo va avanti e chi si arrocca a difesa ottusa del proprio orticello.....meccanismo imperante in Italia, ad opera di professionisti, piccoli imprenditori e commercianti (politicamente di destra, ma di quella coatta), nonchè ad opera dei sindacati (politicamente di sinistra, ma quella infantile e velleitaria) che ha contribuito e non poco allo sfascio economico del Paese è.... destinato ad essere spazzato via! Per fortuna!
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Re: Boicottare Parmalat

Messaggioda flaviomob il 14/04/2016, 18:45

Mah, non credo proprio che chi produce latte per qualche cooperativa o piccola azienda di qualche sperduta valle dell'entroterra ligure o piemontese abbia la barca a vela o le scarpe fatte a mano... :lol:


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Re: Boicottare Parmalat (bufale un tanto al Kg)

Messaggioda franz il 14/04/2016, 20:48

Ci risiamo, al grido di Boicotta la Parmalat i leoni del web si rifanno vivi, le storie variano di volta in volta, ma inneggiare al boicottaggio di questa o l’altra azienda è uno sport che va molto di moda sul web. Specie quando quelli da boicottare sono multinazionali grandi e grosse.

Sono due o tre giorni che su alcuni siti non si parla d’altro:

BOICOTTA PARMALAT: IL LATTE ARRIVA DALLA CINA! HANNO SCARICATO E MESSO SUL LASTRICO I PRODUTTORI ITALIANI

Questo il titolo su Il Grande Cocomero, ma anche TeleNord ci mette del suo:

Alice Salvatore: Parmalat e Latte Oro dicono non al latte Ligure? Fermiamoli
Anche con la svista tipografica, quel NON invece che NO. Ma tanto non è mica giornalismo questo, solo fuffa, fuffa pubblicata per danneggiare un’azienda, che ha perlopiù dipendenti italiani.

Sia chiaro, è ovvio che anche gli allevatori rischiano di venire danneggiati, ma a differenza dei dipendenti della Parmalat loro sono imprenditori, rischiano di più, ma hanno anche la possibilità di guadagnare di più rispetto al dipendente che ha solo due scelte: accettare un lavoro o rifiutarlo, lo stipendio è quello.

La storia sembra chiara se letta sui siti di cui sopra:

…latte genovese buttato sui prati, mentre Parmalat va a comprarlo in Cina, Francia e Romania.Si allarga a macchia d’olio la protesta degli allevatori cittadini contro la società del gruppo Lactalis, proprietaria del marchio Latte Oro, che ha scelto di non rinnovare il contratto con i produttori delle Valli Genovesi. E ora c’è chi fa appello al boicottaggio.

Ma è una storia vera? Sì e no. Le proteste degli allevatori sono tutte reali, ma stiamo parlando degli stessi di cui facevamo cenno qui, averlo bene a mente è importante, gli stessi probabilmente che si lamentavano per il formaggio senza latte.

Io non sono un allevatore, come non lavoro per la Parmalat, anzi la Lactalis, visto che sono loro i proprietari dall’azienda di Parma. Sono solo un blogger che cerca di verificare le informazioni che gli vengono passate.

Per farlo cerco sempre di andare alla fonte, e la fonte in questo caso dovrebbe essere la Parmalat, che con un comunicato pubblicato su Facebook ci spiega:

Latte Oro ribadisce con forza lo storico legame con la città di Genova e l’impegno assoluto a garantire la massima qualità e la provenienza 100% di latte fresco Italiano da allevamenti selezionati.

Da molto tempo l’azienda ha avviato una serie di iniziative in favore dei consumatori, dei cittadini e del territorio di Genova, di cui da sempre Latte Oro è una espressione riconosciuta.

Le polemiche mediatiche ed i continui attacchi infondati non hanno fatto altro che penalizzare ulteriormente i consumi di latte fresco in un mercato già in forte difficoltà.

Latte Oro, nonostante il calo dei consumi ha continuato negli ultimi anni a ritirare anche il latte locale – ad esempio – dalla Cooperativa Valpolcevera pagandolo al prezzo di mercato.
Vista la situazione attuale di crisi dei consumi, e la scadenza degli accordi contrattuali con alcuni conferenti di latte, l’azienda è in questi giorni impegnata in una discussione con i produttori locali riguardante la quantità di latte necessaria alla produzione.

L’azienda conferma il massimo impegno a sostegno dei consumi e degli investimenti locali anche attraverso il lavoro quotidiano degli oltre cento genovesi che operano sul territorio.


Quindi vediamo di tradurre: Latte Oro, che compra il latte dagli allevatori per conto della Parmalat sul territorio genovese, ha sempre acquistato il latte della zona pagandolo quello che viene definito prezzo di mercato. I contratti di fornitura sono in scadenza e quindi latte Oro è intento a cercare di rinegoziarli. La Cooperativa Valpocevera è tra i fornitori il cui contratto è in scadenza.

Perchè c’è il rischio che il latte genovese non venga più acquistato? Ce lo spiega il Secolo XIX con le parole di un dirigente Parmalat:

«Ci costerebbe di più il trasporto per mandare al sud il latte del nord». Quello del Piemonte e soprattutto della Lombardia, è capace di garantire da sola il 40% della produzione nazionale. Ai lombardi tocca però ancora meno, il pigliatutto marchio Galbani non va oltre i 33,7 centesimi al litro. «Il problema è il crollo del consumo di latte, meno 3 per cento in pochi mesi. Se ci fossero segnali diversi potremmo rivedere le nostre decisioni, se no sarà ben difficile»

La Latte Oro non fa beneficenza, ma è un’estensione della Parmalat, sta a loro scegliere quale sia il latte più conveniente a parità di qualità da usare nei prodotti. Lo fanno bene? Non sta a me dirlo, ma fino a prova contraria è così che funziona l’economia: un’azienda privata non ha alcun obbligo di acquistare un prodotto da un determinato fornitore, sta allo stesso restare competitivo in termini di prezzo e qualità rispetto ai suoi concorrenti, sta allo stesso ammodernarsi negli anni per venire incontro alle esigenze dei suoi clienti. A volte va bene, a volte va male, ma sono i rischi del mestiere.

Attenzione, la Parmalat non è il “buono” della storia, ma non è nemmeno il “cattivo”. Stiamo parlando di come funziona il mercato libero. Se si vende un 3 per cento in meno è ovvio che si compra un 3% in meno, e si cercherà di farlo al prezzo migliore possibile, non trovate? Ovvio che se volete un prodotto locale ad alta qualità rivolgersi alla Parmalat non è forse la scelta più sensata.
Ma allora è vero che la Parmalat comprerà latte cinese?

No, e anzi la stessa azienda lo spiega più e più volte ai tanti commenti rabbiosi che sono piovuti sulla sua pagina Facebook:

Parmalat non ha mai importato del latte dalla Cina, né ha intenzione di farlo. La nostra missione è infatti quella di offrire ai nostri consumatori un prodotto di alta qualità.
Per corretta informazione, ti diciamo anche che la Cina produce una bassissima quantità di latte, neanche sufficiente al proprio fabbisogno per cui è assolutamente impensabile credere alle false notizie messe in circolazione in questi giorni.


Non solo hanno spiegato che non l’hanno mai fatto e che non hanno intenzione di cominciare a farlo ora, ma spiegano anche il perché: la Cina NON esporta latte, al massimo ne importa. Ne compreranno dalla Francia? Può essere, non lo negano, ma non c’è niente di sbagliato se lo faranno. Certo che un fornitore può ritrovarsi rovinato se tutto il suo mercato era basato su di un’unica azienda acquirente. Ma quel fornitore era ben conscio degli accordi di fornitura in scadenza, avrebbe dovuto pensarci e magari muoversi prima cercando di diversificare il suo mercato o trovare sistemi per abbassare i prezzi.

Quindi inneggiare al boicottaggio in nome di un fantomatico latte cinese è voler vendere fuffa ai propri lettori, ma forse sarebbe meglio chiamarli elettori.

È davvero triste vedere quanti stanno condividendo la storia senza rendersi conto che qualsiasi boicottaggio si faccia contro la Parmalat rischia di ritorcersi solo ed unicamente contro italiani, che dipendono da essa sia come fornitori che come dipendenti.

Sulla questione è intervenuto anche l’amico David Puente, con il suo bell’articolo che trovate qui. http://www.davidpuente.it/blog/2016/04/ ... -parmalat/

Credo sia tutto.

maicolengel at butac.it

http://www.butac.it/boicotta-la-parmalat/
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