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nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Forum per le discussioni sulle tematiche economiche e produttive italiane, sul mondo del lavoro sulle problematiche tributarie, fiscali, previdenziali, sulle leggi finanziarie dello Stato.

nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Messaggioda trilogy il 03/03/2016, 9:15

Non è una disputa teorica, ci riguarda tutti, e al parlamento italiano è in discussione la legge sull'argomento...

Il modello economico della Silicon valley non funziona più
Olivia Goldhill, Quartz, Stati Uniti

La gente è arrabbiata nella Silicon valley. Negli ultimi anni, durante le proteste sono state tagliate le gomme degli autobus che trasportano i dipendenti di Google, è stato occupato il quartier generale di Airbnb e sono state organizzate manifestazioni in tutto il mondo contro Uber.

Le grandi aziende di tecnologia sono accusate di distruggere attività economiche e di accumulare ricchezza senza distribuire vantaggi significativi alla società. E sono colpevoli, secondo Douglas Rushkoff, teorico dei mezzi di comunicazione e autore del libro Throwing rocks at the Google bus : how growth became the enemy of prosperity (Lanciando pietre contro l’autobus di Google: come la crescita è diventata il nemico della prosperità).

Rushkoff sostiene che se i princìpi fondamentali della Silicon valley non cambieranno, dobbiamo aspettarci nuove proteste. Sottolinea anche che la teoria economica di base, per come è stata definita dal filosofo ed economista Adam Smith, riconosce tre fattori di produzione: la terra, il lavoro e il capitale. Ma oggi, nell’economia digitale, viene valorizzato solo il capitale.

“Chi può investire un capitale di rischio mette sul tavolo i suoi soldi ed è l’unico che ottiene qualcosa in cambio”, sostiene Rushkoff. “Il territorio non ci guadagna: i quartieri dove si trovano le stanze affittate con Airbnb non ricavano nessun beneficio dall’attività. Gli autisti di Uber non ottengono niente in cambio: sono solo dei disoccupati in cerca di un lavoretto per tirare avanti un giorno di più”.

Le startup di oggi puntano a una crescita rapida e massiccia, in modo da poter essere comprate e garantire agli investitori un rendimento sul loro capitale. Questo sistema imprenditoriale si è imposto nell’ottocento con l’età industriale, ma secondo Rushkoff non può essere sostenuto ancora a lungo.

“È un modello che non funziona più quando si arriva al limite delle risorse del pianeta, del tempo e della soglia di attenzione delle persone”, dice Rushkoff. “Negli ultimi 75 anni, la capacità delle grandi aziende di fare soldi con i loro soldi è scesa”.

E aggiunge che il modello economico di molte importanti aziende di tecnologia è volutamente insostenibile. Amazon e Uber distruggono il mercato in cui operano e poi usano il loro potere per spostarsi in un altro settore. Quindi anche se Amazon non trae grossi guadagni dai libri, l’industria editoriale è comunque stravolta e la cosa non la preoccupa, visto che ormai ottiene il grosso dei suoi profitti da altri prodotti.

“Il modello di Uber non potrebbe funzionare come attività di taxi sul lungo periodo perché tutti gli autisti, molto semplicemente, fallirebbero”, sostiene Rushkoff. “Ma l’obiettivo di Uber è un altro: l’azienda vuole creare un monopolio nel settore dei taxi in modo da passare poi a qualcos’altro, come la logistica, le consegne, i droni o le auto senza conducente”.

Idee per salvare l’economia digitale

Poi ci sono le aziende come Tumblr, venduta a Yahoo per un miliardo di dollari nonostante abbia generato guadagni relativamente bassi (Yahoo ha poi ammesso di aver pagato un prezzo eccessivo per la piattaforma di blogging). “Tumblr in realtà non faceva niente, quindi non c’era un vero business”, secondo Rushkoff. “Di che si tratta in questo caso, di un successo o di un fallimento? Di sicuro è un successo per l’investitore, che ha guadagnato un miliardo di dollari”.

Un tempo Google era un motore di ricerca innovativo, continua Rushkoff. Ma da quando si è trasformato in Alphabet è diventato una holding che compra e vende aziende tecnologiche. Rushkoff è scettico anche nei confronti di Facebook, perché per soddisfare le sue promesse di crescita dovrà ottenere profitti altissimi dalla pubblicità.

Rushkoff propone una serie di misure per salvare l’economia digitale. Prima di tutto, ritiene che servano più piattaforme peer-to-peer come eBay, Etsy e Kickstarter. Aziende di questo tipo distribuiscono in modo efficace i mezzi di produzione e permettono alle persone di fare affari tra loro. Sostiene anche che i lavoratori del settore tecnologico devono ricevere salari adeguati al costo della vita e che dovrebbero possedere una quota, anche minima, delle aziende per cui lavorano. Le startup devono fare di più per condividere i frutti del loro successo. Si arriverebbe così a una prosperità sostenibile, grazie alla quale le aziende potrebbero aumentare il benessere dei dipendenti e delle zone in cui operano, permettendo maggiori investimenti e maggiore crescita.

Rushkoff ha già dimostrato di essere lungimirante sul futuro digitale. Nel 1994 aveva descritto i viral media ed è a lui che si attribuisce l’invenzione dell’espressione “nativi digitali”. Nel 1992 aveva anche scritto un libro su internet, che all’inizio fu rifiutato perché l’editore riteneva che il fenomeno della rete sarebbe finito nel 1993.

Stavolta, a suo avviso, i dirigenti della Silicon valley sembrano sensibili a modelli economici alternativi e stanno cercando un modo per essere più sostenibili.

“Nei prossimi dieci anni servirà un significativo passo verso quella direzione, oppure ci troveremo in brutte acque”, spiega.

Che tipo di brutte acque?

“Più o meno un mondo dove tutti lavorano dalle 16 alle 20 ore al giorno per uno stipendio molto basso, svolgendo lavori ripetitivi che, per un motivo o per un altro, i computer non sono in grado di fare”, è la risposta di Rushkoff. “E queste saranno le persone fortunate, perché almeno avranno un lavoro”.

(Traduzione di Federico Ferrone)

http://www.internazionale.it/notizie/20 ... y-economia
Ultima modifica di trilogy il 03/03/2016, 9:33, modificato 6 volte in totale.
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Re: nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Messaggioda trilogy il 03/03/2016, 9:23

Atto Camera: 3564 - Proposta di legge
Disciplina delle piattaforme digitali per la condivisione di beni e servizi e disposizioni per la promozione dell'economia della condivisione.
by Onorevoli TENTORI, PALMIERI, CATALANO, BOCCADUTRI, BONOMO, BRUNO BOSSIO, COPPOLA, GALGANO, QUINTARELLI, BASSO

ONOREVOLI COLLEGHI ! — L’economia collaborativa, cosiddetta sharing economy, si propone come un nuovo modello economico e culturale, capace di promuovere forme di consumo consapevole che prediligono la razionalizzazione delle risorse basandosi sull’utilizzo e sullo scambio di beni e servizi piuttosto che sul loro acquisto, dunque sull’accesso piuttosto che sul possesso.

Essa è chiamata anche economia della condivisione ed è fondata dunque su un valore radicato nelle nostre comunità sin dai tempi precedenti l’avvento delle nuove tecnologie: il digitale ha abilitato e diffuso questo fenomeno, ampliandone le potenzialità e l’accessibilità.

L’impasse dei modelli economici tradizionali e la crisi occupazionale hanno creato condizioni ancora più favorevoli per la diffusione di questo nuovo modello di consumo, che apre nuove opportunità di crescita, occupazione e imprenditorialità fondate su uno sviluppo sostenibile economicamente, socialmente e ambientalmente e che ha in sé un approccio volto alla partecipazione attiva dei cittadini e alla costruzione di comunità resilienti, ovvero in grado di rafforzare la propria capacità di influenzare il corso di un cambiamento facendovi fronte in maniera positiva.........segue

testo proposta di legge http://www.makingspeechestalk.com/ch/co ... _speech=45
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Re: nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Messaggioda pianogrande il 03/03/2016, 12:35

Mi sembrano solo fumo tutti questi discorsi.
Addirittura una proposta di legge.
Il mondo è troppo grande e globalizzato perché il potere politico di un singolo paese possa gestire così direttamente il mercato del lavoro.
Le aziende "si spostano" e non possiamo farci molto.

Si spostano dopo aver distrutto tante attività?

Quest'anno ho comprato un libro in libreria (non accadeva da tempo).
Perché?
Perché mi serviva subito (ma proprio subito).

Ecco che la libreria ha adempiuto alla sua funzione di mercato di nicchia; della sua sempre più evanescente ragione di esistere, salvo vendere materiale di alto pregio a persone che vogliono prima vedere o materiale specialistico che richieda anche la consulenza del venditore (specialista anche lui) per decidere cosa comprare o altri casi del genere.

Come vengono trattati i dipendenti è una questione che non si limita all'economia digitale.
Vedere raccoglitori di pomodori in Puglia o in Campania rispetto ai quali la politica non mi sembra si stia dannando l'anima.
Fotti il sistema. Studia.
pianogrande
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Re: nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Messaggioda trilogy il 09/05/2016, 9:32

E' interessante l'analisi che viene fatta al: capitolo 2.La visione di lungo periodo - pagg. 8-9-10-11
sugli effetti occupazionali tra settori tradable e non tradable e il loro rapporto con il debito/pil, anche se questa relazione meriterebbe qualche approfondimento per essere verificata.
Sulla strategia da adottare poi il capitolo, devia un po' su "frasi fatte" perdendo in concretezza.

http://www.agenziacoesione.gov.it/openc ... Italia.pdf

[..]all’aumento del peso della componente dei settori non tradable corrisponde un incremento del rapporto debito/PIL, ovvero un peggioramento del livello di sostenibilità della crescita. La perdita di peso occupazionale dei settori tradable è stata per lungo tempo compensata ed in parte nascosta dalla crescita occupazionale del blocco non tradable, che è stata tuttavia largamente finanziata a “debito”, privato e pubblico.[..]
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Re: nuovi modelli economici- crescita senza prosperità?

Messaggioda franz il 10/05/2016, 7:43

A proposito di crescita:

http://www.gapminder.org/world/#$majorM ... odified=75

Spettacolare animazione! Fare play.
Ma ce ne sono altre!
Roma ai romani
Anzio agli anziani
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