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Il tabù delle pensioni

Forum per le discussioni sulle tematiche economiche e produttive italiane, sul mondo del lavoro sulle problematiche tributarie, fiscali, previdenziali, sulle leggi finanziarie dello Stato.

Il tabù delle pensioni

Messaggioda franz il 28/09/2014, 8:44

Il tabù delle pensioni

(Autore: Alessandro De Nicola, presidente The Adam Smith Society – La Repubblica)

Provate in un qualsiasi dibattito pubblico ad avanzare l’idea che, nonostante quanto fatto con la riforma Fornero, il sistema pensionistico italiano debba essere ulteriormente i riformato in quanto troppo oneroso per le finanze pubbliche. Sarà un miracolo uscire illesi. Naturalmente il provvedimento preso del governo Monti è macchiato dall’imperdonabile errore commesso con gli esodati, ma ciò nonostante è stato un passo necessario per evitare il tracollo delle finanze pubbliche italiane e la sostenibilità a medio-lungo termine del sistema. Eppure, non più tardi di qualche giorno fa, il Fondo monetario internazionale, nella sua nota di aggiornamento sull’Italia, ha ribadito che per liberare risorse indispensabili ad abbassare le aliquote fiscali marginali (argomento che il governo non sfiora mai) e rilanciare la crescita, si devono ridurre in particolare le attuali pensioni.

Il peso delle stesse sul Pil italiano, in effetti, non si è affatto ridotto. Il Documento di economia e finanza (Def) di aprile, preparato dal ministro Padoan, già prevedeva un lieve aumento rispetto al 2013 dal 16,3 al 16,4% del Pil. Peccato che la previsione fosse tarata su una crescita nominale dello stesso Pil per il 2014 dell’ 1,7%, mentre oggi — tra recessione in corso e deflazione — gli oltre 260 miliardi di prestazioni previdenziali rappresentano il 16,6% della ricchezza prodotta. E, se nel 2015 si confermeranno le previsioni più recenti che parlano di un magro aumento della produzione nazionale, le pensioni saliranno all’equivalente del 16.7%. Insomma, la situazione peggiora anche rispetto alle già prudentissime stime del Mef che nondimeno ponevano il peso previdenziale sul Pil sopra il 16% almeno fino al 2018. La media Ue è all’incirca il 12% e quella dei paesi Ocse il 9%. Facile intuire che, oltre noi, sopra la media europea svettano campioni dello sviluppo come la Grecia e la Francia. È vero che nel lunghissimo periodo, il 2060, la riforma Fornero dovrebbe portare l’impatto previdenziale appena sotto il 14%, ma è un numero comunque più elevato della futura media europea. Peraltro, lo studio del Mef che nel 2013 giunge a tali conclusioni si basa su una stima di crescita del Pil reale dell’1,5% l’anno che forse è un po’ ottimistica. Se prendiamo il decennio 2012-2022, nei primi 3 anni avremo per so il 4,4% del Pil e quindi nei successivi sette bisognerebbe crescere del 3% annuale per raggiungere l’1,5% di media. Nemmeno un Berlusconi smagliante e redivivo al governo oserebbe prometterlo.

Basta coi numeri, ma essi sono facilmente consultabili. Chi si oppone ad ogni revisione della spesa previdenziale cita in genere due fattori. Il primo è che già oggi l’assegno pensionistico è basso per la stragrande maggioranza dei percettori: il 75% é inferiore ai 2000 euro. Il secondo è che togliendo potere di acquisto ai pensionati si riducono i consumi e si aggrava la recessione.

Quest’ultimo ragionamento non ha molto fondamento. Se la minor spesa previdenziale si traduce in una riduzione delle tasse, sia sul lavoro che sull’impresa, non solo i soldi rimangono in circolazione ma anche stimolano gli investimenti. La seconda osservazione è più ragionevole. In parte la diminuzione delle imposte compenserebbe eventuali decurtazioni, in parte il risparmio dovrebbe ottenersi anche agendo sull’età pensionabile. I coefficienti per calcolarla, visto che la vita media si allunga, sono rivisti triennalmente fino al 2021 e poi biennalmente. Non c’è motivo di avere questi intervalli e si potrebbe subito introdurre un adeguamento annuale.

Inoltre, si potrebbero ricalcolare le pensioni più alte oggi erogate in modo da allinearle ai contributi effettivamente versati. È l’idea che aveva fatto balenare il ministro Poletti, poi sommersa di critiche ed accantonata. Tuttavia, per gli assegni sopra i 3000 euro mensili goduti non a fronte di pagamenti realmente effettuati nel corso della vita lavorativa, un ritocco non sarebbe un’aggressione a diritti acquisiti, ma un ammorbidimento di privilegi elargiti. Tutt’al più si potrebbe differenziare tra fasce di età e reddito, ed essere più puntuti con il 65enne che porta a casa 7000 euro (ripetiamo, non frutto di contributi) che con l’80enne che ne riceve 3100.

In più, bisognerebbe liberalizzare completamente il cumulo tra pensioni e redditi di lavoro, oggi ancora limitato per alcune fasce di pensionati (se percepiscono salari devono rinunciare a parte dell’assegno previdenziale): l’Italia ha una bassissima percentuale di anziani che lavorano e col miglioramento di salute e aspettativa di vita bisognerebbe ricordarsi quel che diceva Voltaire: «Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio ed il bisogno».

Si tratta di proposte che non ne escludono altre, ovviamente. Quel che è importante é cominciare a discutere senza tabù anche delle pensioni: il peso sulla nostra affaticata economia e il differenziale con le economie a noi simili e ancor più con quelle maggiormente dinamiche è troppo alto, non ce lo possiamo assolutamente permettere.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda flaviomob il 28/09/2014, 11:54

Tuttavia, per gli assegni sopra i 3000 euro mensili goduti non a fronte di pagamenti realmente effettuati nel corso della vita lavorativa, un ritocco non sarebbe un’aggressione a diritti acquisiti, ma un ammorbidimento di privilegi elargiti. Tutt’al più si potrebbe differenziare tra fasce di età e reddito, ed essere più puntuti con il 65enne che porta a casa 7000 euro (ripetiamo, non frutto di contributi) che con l’80enne che ne riceve 3100.


Su questo sono totalmente d'accordo.


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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda pianogrande il 29/09/2014, 0:11

Non si potrebbe evitare di usare termini come "tabù" o "totem" e simili?
Magari, potrebbe uscirne una discussione più pacata.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda franz il 29/09/2014, 7:15

pianogrande ha scritto:Non si potrebbe evitare di usare termini come "tabù" o "totem" e simili?
Magari, potrebbe uscirne una discussione più pacata.

Se il termine non è un insulto secondo me può e deve essere usato.
Dovremmo evitare ogni termine che sia anche vagamente critico?
Tabù e totem sono allegorie, in sistesi figure retoriche che descrivono in una parola una situazione più complessa.
Naturale che vengano usate, soprattutto in un titolo.
Naturale poi che in un paese sostanzialmente conservatore ci siano zone di intoccabilità e simulacri simbolici da difendere.
In realtà detro ci sono fenomeni economici e sociali complessi, rendite di potere ed economche da difendere.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda mauri il 05/10/2014, 18:09

franz ha scritto:[
Naturale poi che in un paese sostanzialmente conservatore ci siano zone di intoccabilità e simulacri simbolici da difendere.
In realtà detro ci sono fenomeni economici e sociali complessi, rendite di potere ed economche da difendere.


come questi, alla pensione si aggiunge il vitalizio, e tutti ben contenti di percepire tanti quattrini sia da sx che da destra, i vitalizi vanno cancellati, tutti, 236 milioni anno da reinvestire nel lavoro
ciao mauri

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10 ... o/1141738/
Vitalizi: tra imprenditori, giornalisti e vecchie glorie della politica. Ecco l’elenco
Pubblichiamo la lista completa degli ex deputati e senatori che percepiscono la pensione da ex onorevoli. Nomi noti come Massimo D'Alema e Walter Veltroni, con cifre intorno ai 5mila euro, e imprenditori come Cecchi Gori, Benetton e Versace. In tutto un esborso per lo stato di 236 milioni l'anno
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda trilogy il 06/11/2014, 15:09

La crisi taglia le pensioni: per la prima volta la rivalutazione è negativa
Effetto Pil sulle pensioni. Per la prima volta dalla riforma Dini (1995), quanto messo da parte per la pensione non sarà rivalutato. Anzi. Dal “salvadanaio previdenziale” verranno invece tolti dei soldi.
Nel 2014 il tasso di capitalizzazione dei versamenti contributivi scende a -0,1927
fonte: il Sole24Ore
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda Stefano'62 il 06/11/2014, 15:40

Per me quando si parla di pensione c'è un solo vero totem:quello dei cosidetti diritti acquisiti tirati in ballo da chi ha paura di vedersi ridimensionare una pensione faraonica.

Dunque mi domando....
Se uno fa un contratto con una qualsiasi banca secondo il quale se versa ics per ogni anno dopo tot anni ottiene ypsilon,quello è blindato.
Ma allora perché se fa la stessa cosa con lo Stato,invece il primo cialtrone al governo appena gli gira può dirgli NO ! tu devi continuare a pagare lo stesso,però per un numero maggiore di anni e poi ti daremo di meno di quello che avevamo stabilito....?
E se invece uno propone per esempio di andare ad abbassare le pensioni faraoniche quello non si può fare,è un contratto sacro e inviolabile e peste lo colga a chi anche solo lo pensa.
Due pesi e due misure come al solito,eccolo il vero tabù,altro che acrobazie dialettiche.

Andassero tutti a cagare,loro e i loro sgherri con la penna,ma anche quelli che continuano a farsi prendere per il sedere e li votano obbligando anche gli altri a sorbirseli.
Pensioni minime a 1000 e massime a 5000 e gi altri tutti zitti,sorpattutto i faraoni ex politici o ex "gran lup mann",vedrete che i conti poi tornano.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda pianogrande il 06/11/2014, 17:16

Pensioni proporzionate ai contributi pagati.
Calcolo da rendere uguale per tutti e quindi e solo come esempio eliminando i vitalizi dopo mezza legislatura o giù di lì sarebbe già un bel passo avanti.

Dopodiché metterei comunque in discussione chi glie li ha pagati quei contributi e con i soldi di chi.

Se è un privato, affari suoi.

Se è lo stato i soldi sono anche miei e voglio massima trasparenza (incarico, stipendio etc.) per poter giudicare da cittadino.
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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda flaviomob il 07/11/2014, 0:21

Con un adeguamento però delle pensioni più basse per permettere almeno di sopravvivere dignitosamente.


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Re: Il tabù delle pensioni

Messaggioda pianogrande il 07/11/2014, 2:59

flaviomob ha scritto:Con un adeguamento però delle pensioni più basse per permettere almeno di sopravvivere dignitosamente.

Certamente ma quello è un settore diverso e non dovrebbe essere a carico di chi paga i contributi per la propria pensione.
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