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No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 24/10/2010, 11:48

http://www.youtube.com/watch?v=jtUPG4WHwMc






Intervista alla prof. Crespellani.

http://www.youtube.com/watch?v=54q-UiOkQpA

Le obiezioni dei favorevoli (che spesso parlano senza sapere nulla del progetto) sono che "il progresso deve andare avanti".
Il che non è contestato dal comitato. Rimane il contrasto su cosa sia "progresso", visto che esiste già un progetto alternativo e nessuno degli abitanti della zona si oppone alla Tav in quanto tale.
Noi riteniamo che lo spreco di denaro pubblico per un tunnel in pieno centro abitato, con tanto di rischio falda, che si può evitare, non sia propriamente un progresso ma una scelta politica dissennata. Ma comprensbile in termini di ritorno economico per i politici favorevoli.



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"Viste le molte inesattezze che circolano sulla vicenda del passaggio dell’Alta Velocità a Firenze, ci sembra necessario fare alcune precisazioni:

1) nessuna valutazione di impatto ambientale ha mai preso in considerazione ipotesi alternative al tunnel nell’assetto attuale del tracciato, cioè con l’imbocco della tratta Firenze-Bologna nella direttrice di Monte Morello. Nei primi anni ’90 fu bocciata una ipotesi complessiva che, rimanendo in superficie, entrava nella valle del Mugnone con nuovo tracciato in zona Le Cure. E’ evidentemente impossibile confondere questo con l’ipotesi di semplice allargamento della infrastruttura esistente fra Campo di Marte e Castello.

2) l’ipotesi di non realizzare il tunnel prevede semplicemente la posa di due binari in più accanto a quelli esistenti in superficie. E’ facilmente dimostrabile, se qualcuno fosse interessato realmente a dare una soluzione al problema, che tale intervento è assolutamente fattibile, con pochissimi punti critici, fra cui la realizzazione di un nuovo tratto in galleria di circa 370 metri: difficile considerarlo più impattante di una galleria di 7.000 metri, che presuppone più di dieci anni di cantieri.

3) aggiungendo due binari in superficie si ottiene esattamente la stessa efficienza funzionale per il trasporto locale e metropolitano rispetto all’aggiunta di due binari in sotterranea. Anzi, viene casomai incrementata per la possibile ottimizzazione nell’uso promiscuo dei binari (banalizzazione). I famosi due binari in più, per cui vorrebbero sfasciare il sottosuolo di Firenze, si possono ottenere così, come si legge nello specifico studio fatto dall’ing. Vincenzo Abruzzo.

4) uno dei punti critici del trasporto ferroviario per i pendolari viene aggravato dalla concezione della linea Alta Velocità come linea separata: un numero sempre maggiore di treni per il Valdarno, e i pendolari se ne sono già accorti, viene deviato sulla linea “lenta” dopo Rovezzano, cioè via Pontassieve invece che utilizzare la galleria di Incisa.

5) sulla stazione sta emergendo in questi giorni quello che noi diciamo da tempo: ci sono già diverse stazioni esistenti che potrebbero essere utilizzate con i dovuti adeguamenti. Chi dice Campo di Marte, chi Statuto, Castello o Rifredi: dovrà essere deciso sulla base della funzionalità del trasporto, ma evidentemente si dimostra superflua una nuova stazione a 500 metri da Statuto e a 1300 metri da Santa Maria Novella.

6) risparmiare oltre un miliardo di euro scegliendo una soluzione più semplice (e meno impattante per il territorio) consentirebbe di utilizzare in altre parti della rete toscana quelle risorse, di cui il trasporto locale ha disperatamente bisogno: non basta spendere i soldi, bisogna spenderli bene.

Prof. Alberto Ziparo, coordinatore Gruppo di Studio sul passaggio nodo fiorentino Alta Velocità, presso il LAPEI – Dipartimento di Urbanistica, Università di Firenze"


http://notavfirenze.blogspot.com/



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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda franz il 24/10/2010, 12:38

molto interessante. grazie!
mi sembra molto ragionevole ma non mi pare che i sostenitori dei 6 binari in superficie abbiano considerato i costi dei ripari fonici, che sono assolutamnete indispensabili con l'alta velocità.
Poi non è solo un problema di costi e rumore ma anche di paesaggio

Per avere un'idea dell'impatto visivo di ripari fonici in città (che sia un'autostrada o una ferrovia fa poca differenza), ecco alcune foto
http://www.panoramio.com/photos/original/9605803.jpg
http://www.officineghidoni.ch/imgs/Chiasso%205.jpg

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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 24/10/2010, 12:52

L'impatto visivo c'è, ma si deve considerare che sono 7 km in piena città, seppur d'arte come Firenze, non in centro storico o nel mezzo di un parco.
I costi: sarebbero comunque elevati, lo sappiamo, ma l'impatto di un tunnel in una città che sta sotto una collina, terreno argilloso etc etc sarebbe comunque tale da sopravanzare altre ipotesi.
Più si approfondisce il progetto e più vediamo costi ed effetti tali da ritenere la cosa quanto meno poco "meditata".

C'è da dire una cosa, prettamente egoistica: io ho casa in zona e sarei nel pieno dell'effetto falda.
A parte i rischi (anche più che rischi visto che nessuno dal lato amministrazioni locali ha potuto smentire) accennati dalla prof. Crespellani, anche solo dal lato patrimoniale abbiamo già dei danni, salvo gli effetti sulle case che potrebbero ritardare di qualche anno: le abitazioni di zona hanno già ricevuto un notevole deprezzamento. E noi, come abitanti, in cambio non abbiamo avuto nulla, se non la promessa di disagi.
Niente altro.
O meglio: la promessa di disagi a costo zero (per loro) ed anche il rischio concreto di quanto riferito dalla prof ed altri ingegneri ed urbanisti (ma intuibile anche col solo buonsenso).
Certi atteggiamenti da parte delle amministrazioni competenti, latitanti dal lato informazione (guarda caso) è quanto meno sospetto e certo non aiuta una cultura aperta al "nuovo".
Se come "nuovo" e "progresso" viene spacciata una roba del genere temo che lo sconforto e lo scetticismo la faranno sempre più da padroni.


In altri termini: a fronte delle contestazioni di chi si oppone al progetto Tav più pesante e distruttivo, i favorevoli al tunnel sotto la città (progetto risalente anni fa) potrebbero rispondere negli stessi termini; ovvero presentare studi aggiornati e luminari che possano replicare alle Crespellani del caso.
Ed invece, malgrado ripetuti annunci, nulla di tutto questo, se non generiche rassicurazioni e frasi tipo "sono cose che accadranno negli anni e vedremo al momento".
Uno degli ultimi annunci per "rassicurare" (ma non informare) i fiorentini è stato appunto quello di front office informativi.
Ad oggi niente di niente se non l'ennesimo inciso che ci saranno anche psicologi (??!!!) adibiti alla rassicurazione dei più emotivi.
La cosa - ovviamente - ha fatto incazzare, come se fossimo 'na banda di scemi o di fragili ignorantelli.
Hanno parlato di psicologi ma ancora nulla di ingegneri, urbanisti che possano e vogliano replicare punto per punto ai citati sopra.
Legittimo pensare male e pure incazzarsi. Un tantino.

http://nocache.nove.firenze.it/vediarti ... 0.08.14.48

http://www.agoravox.it/Tav-Firenze-disa ... ciato.html

http://lpp.opencontent.it/blog/?p=2186
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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda franz il 24/10/2010, 14:32

lucameni ha scritto:I costi: sarebbero comunque elevati, lo sappiamo, ma l'impatto di un tunnel in una città che sta sotto una collina, terreno argilloso etc etc sarebbe comunque tale da sopravanzare altre ipotesi.
Più si approfondisce il progetto e più vediamo costi ed effetti tali da ritenere la cosa quanto meno poco "meditata".

Sicuramente.
Tuttavia un capisaldo della democrazia e dello stato di diritto è che chi paga decide. E chi decide paga.
In Italia mancano, mi pare, gli strumenti di democrazia diretta che possano far capire chi realmente deve decidere e pagare il peso delle sue scelte. Lideale sarebbe delineare una serie di varianti e poi chiamare il popoli a decidere.
In passato pero' un po' tutti hanno usato lo spauracchio delle "derive plebiscitarie" per allontanare simili scenari democratici.

Oggi?

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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 24/10/2010, 15:01

Oggi non si usa neppure quell'argomento.
Semplicemente si fa melina, si rassicura, si promette genericamente per poi far passare tutto nel silenzio e conseguente rassegnazione e dimenticatoio.
Questa l'evidente tattica in merito al progetto tunnel Tav a Firenze.
Nulla di nuovo sotto il sole, se non centinaia di cittadini informati e incazzati.
Proprio per questo nulla è ormai scontato, visto che c'è un contenzioso in atto e lorsignori prendono tempo senza informare mandando avanti i lavori in maniera a dir poco carbonara, malgrado i recenti annunci.
Predicare bene e razzolare malissimo.
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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda franz il 24/10/2010, 16:41

lucameni ha scritto:Oggi non si usa neppure quell'argomento.
Semplicemente si fa melina, si rassicura, si promette genericamente per poi far passare tutto nel silenzio e conseguente rassegnazione e dimenticatoio.
Questa l'evidente tattica in merito al progetto tunnel Tav a Firenze.
Nulla di nuovo sotto il sole, se non centinaia di cittadini informati e incazzati.
Proprio per questo nulla è ormai scontato, visto che c'è un contenzioso in atto e lorsignori prendono tempo senza informare mandando avanti i lavori in maniera a dir poco carbonara, malgrado i recenti annunci.
Predicare bene e razzolare malissimo.

Intanto prendiamo atto degli interessi comuni, che a naso cosi' elenco:
1) la TAV deve passare per Firenze e prevedere li' una fermata (non servono argomenti ma servissero ne vale uno solo: il turismo)
2) il percorso nella regione fiorentina deve essere concordato con i cittadini, anche se non è detto che si arrivi all'unanimità dei consensi
3) l'impatto per l'ambiente (nel sottosuolo come in superfice) deve essere il minore possibile
4) i costi devono essere ragionevoli sia in termini economici sia di percorrenza lungo tutta la tratta sia di dimpatto ambientale.

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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 24/10/2010, 18:10

Esattamente: a quel punto il comitato non avrebbe ragion d'essere, per il semplice motivo che sarebbe stata trovata la soluzione migliore in termini ambientali, economici; e più condivisa.
Non ultimo ci sarebbe stato un confronto vero tra gli esperti del settore.
Ad oggi si va avanti con una voluta disinformazione e con un'interessata inerzia, sulla scorta di "ormai abbiamo iniziato".
Il che peraltro mi ricorda qualcosa, almeno in termini di vita politica nazionale.
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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 15/11/2010, 22:12

L'INTERVISTA
"Ataf non ha futuro, a luglio stavo per venderla"
Renzi torna a fare il sindaco: "10 ingegneri controllori per la Tav"
"L'erba al Duomo è un fascio di luce sulla piazza pedonalizzata. Sì, per la pulizia si richiede di spostare la macchina una volta al mese. Il motivo: c'è da pulire i tombini. Sul piano per la sosta e sugli autovelox ci sono stati giganteschi errori di comunicazione: colpa mia. Ho un sondaggio
pre-primarie secondo cui il Vespucci è due volte più importante del progetto viola"

"Ataf non ha futuro, a luglio stavo per venderla" Renzi torna a fare il sindaco: "10 ingegneri controllori per la Tav"

Il sindaco in redazione a Repubblica per una intervista collettiva. Ecco il testo dell'incontro.
Sindaco Renzi, ora che la Convention dei rottamatori è alle spalle si occuperà della città o continuerà a vivere in Tv?
"Mai fatto tante cose come in questo periodo. Il tema della sovraesposizione, che io sento, non è un male per la città: il fatto di alzare il telefono e chiamare un ministro è utile".
I tagli incombono, che ci aspetta nel 2011?
"Sarà il primo bilancio con i tagli e non abbiamo ancora i numeri. Immaginiamo che mancheranno 30 milioni di euro".
E dove intende tagliare?
"Abbiamo solo ipotesi e simulazioni per il momento. Abbiamo però già deciso di sospendere il pagamento degli interessi sugli "swap" (lo strumento di finanza creativa per dilazionare il debito, ndr), l'avvocatura sta valutando. Roba da 10 milioni di euro, che però non spendiamo per ora. Li teniamo in bilancio. Se poi vinciamo, come pensiamo, li utilizzeremo. In più, questo è il momento per ricontrattare i mutui".
Da quando smetterete di pagare gli interessi?
"Dal primo dicembre o dal primo di gennaio. Per il resto aspettiamo di capire se Tremonti ci darà il contributo di scopo, che vale 16 milioni di euro".
Ha la promessa del governo?
"Il governo si è impegnato con più persone. Ci avevano promesso la legge speciale ma non si è vista, il protocollo sulla cultura neppure. Stiamo aspettando che il 16 il Cipe stanzi gli ultimi finanziamenti per il nuovo Teatro: mancherà ancora qualcosa per il verde esterno e per il parcheggio sotterraneo, ma ci siamo. Speriamo che la crisi la facciano mercoledì".
I tagli del 2011 penalizzeranno welfare e trasporti?
"Dipende dalla Regione. Per i trasporti c'è un margine di manovra: eliminare le sovrapposizioni tra treni e bus. Teniamo presente che la Regione paga ogni anno 280 milioni alle Ferrovie per il servizio pendolare, mentre l'Emilia Romagna solo 190".
Non teme per l'Ataf?
"Intanto quest'anno chiude a pareggio. E non accadeva dal 1952. E' vero, il 14 e 23 sulla regolarità sono un disastro, ma sul resto Ataf sta tornando a essere un po' più seria. E in futuro potremo decidere cosa farne".
Vuole vendere l'azienda dei bus?
"Di vendere ne avevamo già discusso a luglio con i sindaci dei Comuni soci. Era d'accordo anche Gianassi. Poi però il governatore Rossi ci ha detto di aspettare per vedere i tagli. Ed è giusto così. Così com'è Ataf non ha futuro. I Comuni per primi sono stufi di rimetterci sempre i soldi per ripianare i conti".
Renzi, quand'è l'ultima volta che ha parlato con Rossi?
"Quando mi ha invitato a "ficcarmi" la Cittadella. Oltre un mese fa. Penso che a lui stia bene così. Non ho fatto mezza polemica e non la faccio ora. Aspetto che decida su Castello".
Rossi l'ha già detto: "La soluzione entro dicembre".
"Ha detto che la variante al Pit si sarebbe conclusa a dicembre. Conclusa. Ma se non è finita, pace. Aspetto che ci dica come intende posizionare la nuova pista dell'aeroporto. Il governatore faccia quello che dice, siamo disponibili a dare una mano ma l'urbanistica non può deciderla senza di noi".
E' vero che avete un sondaggio dal quale salta fuori che la Cittadella non sarebbe per i fiorentini una priorità?
"Ho un sondaggio pre-primarie secondo cui l'aeroporto è 2 volte più importante della Cittadella. Lo pensiamo tutti, anche i Della Valle".
Per i Della Valle è però un "capitolo chiuso", perché si ostina a prevederla a Castello?
"Trovo urgente la definizione dell'aeroporto anche per questo. Sono convinto che la pista parallela è la migliore soluzione. Anche perché per quella obliqua devi espropriare i terreni di Ligresti. Senza contare che l'Enac dice che la pista obliqua non si può fare. Utilizziamo i poteri speciali dei mondiali di ciclismo per la pista? Altrimenti ci vogliono 4 anni per le autorizzazioni".
E dunque la Cittadella?
"Se mi avessero detto "ci sta solo la pista", capirei. La Cittadella però è in contraddizione con Ligresti non con la pista".
Non teme un aggravio di traffico in tutta la zona?
"Forse 3.500 metri quadrati di case portano ossigeno mentre la Cittadella porta traffico? Intanto si decida la pista. Come sindaco di Firenze sono totalmente d'accordo per la sinergia con Pisa. Se però non ci danno un aeroporto serio e un collegamento serio con Pisa è naturale il legame con Bologna".
Bologna è un pericolo o una risorsa?
"Una risorsa. Se Pisa vuole avere un legame, lo cerchi. Pisa può essere il "low-cost" per Firenze ma non possono continuare a dire "siamo Pisa". Abbiamo una grande potenzialità turistica".
Arriva la gara per l'inceneritore: sarà sufficiente a scongiurare il rischio Napoli?
"Ci metterà al riparo da vicende emergenziali. C'erano idee più suggestive, farne solo uno a Livorno ma i sostenitori di Case Passerini si inalberarono. Per Quadrifoglio è l'opportunità di un salto di qualità. Potrebbe esserci un accordo tra Firenze, Prato Empoli e Pistoia. E poi una trattativa con Acea e i grandi. Il futuro è la borsa".
Sindaco che intende fare con l'Alta velocità?
"Dare un incarico ad un legale. Troppe cose non tornano. Ci siamo sempre mostrati disponibili. Non sono preoccupato dai lavori. La stazione Foster è un cantiere grande come il nuovo Teatro. Così per il tunnel: li fanno ovunque".
Che c'è allora che non torna?
"L'idea di considerare la opere del Mugnone come compensative, le due talpe anziché una, la mancanza del people-mover, le difformità tra progetto definitivo ed esecutivo. Andremo in causa amministrativa, civile e penale. Io sono un Sì Tav, ma non un No Firenze".
L'intesa Regione-Ferrovie sui binari di superficie non basta?
"Mi devo fidare di un comunicato congiunto? Ritengo che sia un abuso edilizio se fanno il tunnel. Sono stato ad aspettare Rossi ma ad oggi non vedo niente".
Abuso edilizio il tunnel?
"La legge sulle grandi opere dice che per il titolo urbanistico a scavare vale la corrispondenza tra progetto definitivo e esecutivo. Che non c'è. Ad agosto si stava lavorando ad un'ipotesi di 50 milioni a favore di Firenze. Ma poi nel progetto esecutivo spunta un pozzo dove non c'era. Se vogliono un sì, diano qualcosa. La cosa che mi sconvolge è l'arroganza di chi, come Moretti, vuol fare questa opera contro Firenze. La mia non è una guerra. E' una difesa ad oltranza della città".
Quando partiranno i cantieri delle linee 2 e 3 della tramvia?
"Tra gennaio e febbraio, se si raggiunge l'accordo con le ditte. Sia chiaro, la tramvia o si fa in 1.000 giorni o non si fa. Perché creerà dei disagi incredibili a Novoli e nella zona della Fortezza. Abbiamo diviso il progetto in 22 tronconi, ognuno di 500m e ogni consigliere terrà i rapporti con residenti e commercianti".
Perché non fare lo stesso per l'Alta velocità?
"E che sportello faccio se non conosco i progetti? La Regione propone un centro d'informazione? Bene, ma non voglio che sia cancellato l'ufficio dei controlli. Faremo un bando per 10 ingegneri che per 3 anni faranno le pulci ai cantieri".
Che fine ha fatto l'idea di mandare la tramvia sotto il centro?
"Abbiamo tempo per vedere se la nostra proposta di passaggio sotterraneo si farà. L'idea è quella di entrare sotto all'altezza dei Macelli, passare sotto piazza Repubblica e Santa Croce per arrivare poi a Gavinana. Magari fino a Bagno a Ripoli".
Il Piano strutturale doveva essere pronto per l'estate, adesso si parla di adottarlo a dicembre.
"Lamentele? E' il frutto di un anno di lavoro con i nostri dipendenti che ogni giorno hanno dovuto lavorare fianco a fianco con la polizia giudiziaria. Che cosa cercano? Non lo so. Questo è però il primo Piano a volumi zero. E' vero che ci vogliono mesi e mesi per avere i permessi edilizi. Chiedo scusa ai fiorentini, perché qui siamo in ritardo".
E le code al Parterre per le nuove regole Zcs?
"Abbiamo sbagliato noi e ho sbagliato io. Nonostante il grandissimo lavoro, la struttura del Comune non riesce ancora a comunicare bene. Dobbiamo migliorare. Abbiamo anche fatto degli errori sul piano di sosta. Non mi convince, ad esempio, che chi è residente nelle province limitrofe non possa avere il permesso domiciliato. Sono perché questa norma sia verificata".
Per la pulizia delle strade errori ne sono stati commessi?
"E' un impegno che stiamo cominciando a mantenere. E' vero che per la pulizia si richiede di spostare la macchina una volta al mese. C'è però da pulire i tombini".
E sulle multe? Il Comune incassava 50 milioni al tempo della giunta Domenici e altrettanto incassa oggi. Cos'è cambiato?
"Qui c'è stato un altro gigantesco errore di comunicazione per gli autovelox. E' cambiata la legge, c'è stata la decisione del prefetto di aumentarli, ma non abbiamo saputo dare le cifre giuste. Come sono tarati? Come prescrive la legge, a 50 chilometri orari".
Il Teatro Comunale non sa come pagare gli stipendi, il Comune accenderà mutuo per pagarli?
"Il Maggio costa più di quello che guadagna. Artisticamente è superiore anche alla Scala. Ma c'è una macchina organizzativa che gioca solo a spiegare cosa non va".
Quindi è vero che accenderete un mutuo?
"Adesso abbiamo un "sold out" costante. Se guardate i numeri della biglietteria, si guadagna 4 volte il costo. Il direttore del corpo di danza prende la metà. Voglio un teatro pieno e un'ottima programmazione artistica. Ma i sindacati devono smetterla di parlare di crisi, lo stipendio l'hanno sempre avuto. Si investe su nuovo teatro, abbiamo Mehta, grande qualità di orchestrali e coro: vogliamo dire che va tutto male? La soprintendente è richiesta da tutta Italia".
E gli stipendi dunque?
"Abbiamo scelto quest'anno un mutuo ponte. Siamo un teatro di serie A con una organizzazione da retrocessione. Nel 2011 arriveremo al pareggio di bilancio. Tra mettere in discussione la qualità artistica o il personale, scelgo il personale".
Cos'è oggi la cultura a Firenze? La contemporaneità è Hirst?
"Credo che la cultura non sia rappresentata da una mostra, ma da un insieme di emozioni, progetti e visioni. Un'idea di città che utilizza diversamente la comunicazione per far conoscere ciò che già c'è. L'erba al Duomo è un fascio di luce sulla piazza pedonalizzata, che è incontro di comunità. Esaltazione del passato? Solo arte contemporanea può farla Bilbao, che non ha una storia come la nostra. C'è una grande sfida per la Soprintendenza e l'Ente Cassa: si spende 1 milione l'anno per fare 6 mostre che cadono nel dimenticatoio. Perché non pensare di farne una alternando contemporaneo e passato?"
Conferma che finirà il mandato di sindaco?
"Confermo che faccio due giri, se i cittadini vogliono".


(14 novembre 2010)
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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 21/11/2010, 15:36

http://associazioni.comune.firenze.it/i ... -%2710.htm



Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana

per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

indirizzo postale: Via Giano della Bella, 7 - 50124 FIRENZE

Tel. e fax 055.233.76.65; Tel. 055.48.03.22, 320.16.18.105; Tel. e fax 055.41.04.24

e-mail idrafir@tin.it; web http://associazioni.comune.fi.it/idra/inizio.html



Firenze, 19.11.’10



Lettera aperta

al Sindaco di Firenze Matteo Renzi



Ultimo treno per fermare la TAV: il “nuovo” al banco di prova!





fax 055.27.68.275, e-mail sindaco@comune.fi.it







Signor Sindaco,





ci aspettiamo che Lei fermi le macchine di questa TAV che si appresta a devastare la nostra città, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Niente di più, niente di meno.



La “talpa” a servizio del progetto più costoso e pericoloso del secolo sta per entrare in azione. C’è da aspettarsi realisticamente che essa eroda il futuro di Firenze, della gente che ci vive e ci lavora e di parte importante del suo patrimonio monumentale. Che vada a divorare – in tempi di crisi globale - le ultime risorse di un erario ormai esausto, che stiamo appoggiando sulle spalle gracili di figli e nipoti, indebitandoli prima che nascano.

Questa ultima ‘grande opera’, considerato lo stato comatoso delle casse pubbliche, potrebbe anche fermarsi a metà, lasciando in eredità ai posteri uno scheletro inutile. Ma ad essa mancano persino i più elementari requisiti di regolarità. Distrutte buona parte delle risorse ambientali del “giardino di Firenze” rappresentato dal Mugello e da Monte Morello, i padrini del project financing all’italiana (là dove i privati lavorano senza utilità pubblica, anzi addirittura contro e a spese del contribuente), chi condannato in sede giudiziale per gravi reati ambientali, chi chiamato a rispondere di macroscopici danni erariali, proseguono la loro cavalcata senza pudore: firmano accordi con la A maiuscola, assumono impegni altisonanti per poi disattenderli il giorno dopo senza batter ciglio.

A Firenze si stanno già piantando i paletti di un doppio sottoattraversamento della città, disastrosamente impattante sul tessuto urbano e privo di prospettive realistiche nei tempi, nei modi, nei costi, nella credibilità dei danni previsti. E intanto si taglia via persino l’esile foglia di fico di un Osservatorio ambientale (dove siedono l’uno accanto all’altro - e decidono all’unanimità - controllori, controllati e controllori-controllati, in mezzo a una girandola di presidenze) praticamente privo di mezzi, di poteri, di trasparenza. E con l’Osservatorio, scaduto il 30 ottobre 2010 e vacante già nel 2008 per ben 5 mesi, cessa anche l’attività di quell’unica sua voce tecnicamente attiva, l’ARPAT, chiamata a svolgere un ruolo di supporto, a monitorare, a controllare, a intervenire. Fin dove può, e coi mezzi che ha. Scarsi comunque. E non ne ha fatto mistero l’Agenzia medesima, pur nei toni diplomatici e misuratissimi della comunicazione istituzionale (ArpatNews del 12 luglio scorso).

Eppure lo avevano fissato nero su bianco, all’articolo 5 dell’“Accordo Procedimentale”, il ministro dell’Ambiente (Edoardo Ronchi), quello dei Trasporti (Giordano Angelini), l’amministratore delegato di FS SpA (Giancarlo Cimoli), quello di TAV SpA (Antonio Savini Nicci), il presidente della Regione Toscana (Vannino Chiti), quello della Provincia di Firenze (Michele Gesualdi), un Suo predecessore sindaco (Mario Primicerio). Correva l’anno 1999: “Per la verifica del corretto adempimento degli obblighi (...) è istituito presso il Ministero dell’Ambiente (...) l’Osservatorio Ambientale Nodo di Firenze (...) per tutta la durata dei lavori e sino al termine previsto per la fase di monitoraggio; (...) sovrintende all’attuazione del presente Accordo”.

Caso Firenze, dicevamo.

Ma già da prima fa scuola (e giurisprudenza?!) il caso Mugello, con l’Osservatorio TAV scaduto dal 2007, mentre ancora si accumulavano le evidenze, anche processuali, di danni su danni. Mai rinnovato. E fa scuola, in condizioni del tutto analoghe a quelle di Firenze, il caso Bologna, con l’Osservatorio TAV per il Nodo felsineo scaduto - e mai rinnovato -a primavera del 2009.

C’è bisogno d’altro?

Il sindaco è il primo garante della salute pubblica. Qui ne va, peraltro, non solo della salute: sono in gioco sicurezza, ambiente, sopravvivenza del pubblico erario. Ma soprattutto ne va del rispetto elementare delle regole, e dunque della credibilità delle istituzioni.

Nel panorama desolante della politica locale e nazionale Lei, signor Sindaco, ama presentarsi come elemento di novità. Ci aspettiamo ora che Lei attui concretamente questa discontinuità rivendicata, dando un taglio netto al rapporto sprezzante che la politica ha costruito negli anni nei confronti dei cittadini. All’atteggiamento di ripulsa all’ascolto, di rifiuto sistematico del confronto. Non vorremmo dover constatare che la Carta di Firenze sia, almeno per questo aspetto non certo secondario, soltanto scena. Che l’appello al “nuovo” travesta, nel caso TAV, semplici avvicendamenti di ‘facce’ nel Palazzo, in un contesto immutato di relazioni con la cittadinanza.



Gioverà qui sottoporre alla Sua attenzione, in nome di quella concretezza alla quale abbiamo costantemente cercato di richiamarci, gli esiti della causa civile collettiva intentata recentemente da centinaia di residenti ed esercenti vessati dalla cantierizzazione TAV a Bologna: agli occhi del Giudice Civile “emergono le omissioni della Pubblica Amministrazione nell’attività di controllo indubitabilmente a suo carico, come dimostra la circostanza che veniva addirittura creato un organismo ad hoc, e cioè l’Osservatorio Ambientale, da tempo scaduto senza che si sia provveduto alla nomina dei suoi nuovi membri”. Di conseguenza il Giudice ha considerato “opportuna la trasmissione di copia del presente provvedimento (...) alla Procura della Repubblica in sede, competente al vaglio di eventuali responsabilità della Pubblica Amministrazione anche di rilievo penale per la sua omessa attività in materia di salute pubblica”. La lezione del Mugello insegna (nelle determinazioni assunte dalla Corte dei conti), e l’ordinanza emiliana appare confermare, che gli amministratori distratti, deboli o, peggio, sostenitori di un progetto deleterio per la salute dei cittadini e per le casse pubbliche possono essere chiamati a rispondere delle circostanze denunciate dai cittadini e accertate dalle diverse magistrature.



Signor Sindaco, molte volte Le abbiamo scritto documentandoLa sulla vicenda locale e nazionale della TAV, proponendo collaborazioni qualificate a titolo gratuito e suggerendo strategie praticabili ed economiche di sostanziale rinnovamento delle linee-guida amministrative ereditate dal passato, che hanno portato la nostra città in un vicolo cieco. Ad oggi non abbiamo però su questo tema riscontri convincenti di un effettivo cambiamento di rotta. Siamo arrivati al momento della verità, nel quale non vi sono più spazi per posizioni ambigue. La TAV che sta già incidendo, senza alcuna utilità trasportistica, il fragile tessuto urbano della città del fiore, è a nostro avviso il primo vero banco di prova del rinnovamento da Lei annunciato. Riteniamo che non ci sia da indugiare un minuto in più: senza neppure quella minima protezione rappresentata dall’Osservatorio ambientale previsto dall’Accordo procedimentale, il sindaco del Comune di Firenze, responsabile dell’Ente locale firmatario di quell’Accordo e della salute della popolazione amministrata tutta, può e deve – intanto - ritirare immediatamente il consenso e le autorizzazioni alla prosecuzione dell’opera.

La posta in gioco – Firenze! – è e resta enorme. Certo non basterebbe né a noi né alla città che il carrozzone-Osservatorio, dopo l’assunzione di impegno che Le chiediamo, venisse rimesso in piedi magari in fretta e furia, giusto per restituire una qualche patina di legittimità all’impresa. Per salvare Firenze non vediamo altra alternativa che rimettere in discussione questo malaugurato progetto di sottoattraversamento TAV. Ci permettiamo quindi di riproporLe con sentimento di urgenza la soluzione a nostro avviso più onorevole, ancora del tutto praticabile, e in ogni caso più economica e compatibile, che già Le trasmettemmo in allegato a una nostra lettera del 9 ottobre 2009, sotto il titolo “Nodo ferroviario di Firenze - che cosa è possibile e urgente fare”.



La attendiamo, signor Sindaco, alla prova dei fatti. Nel male e – ce lo auguriamo caldamente – nel bene, siamo determinati a mantenere sempre e comunque informata anche su questo punto la cittadinanza.



Rispettosi saluti,




il vice presidente

Pier Luigi Tossani



il presidente

Girolamo Dell’Olio
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Re: No Tav Firenze. Le ragioni di un progetto alternativo

Messaggioda lucameni il 27/11/2010, 14:42

http://www.firenzesicambia.com/


E il cosidetto Passante Nord.
Ovvero quando dire No alla Tav significa un No al come e al dove, e non all'Alta Velocità in quanto tale.
In merito, noti editorialisti, tra cui purtroppo anche Federico Orlando, farebbero bene a sapere quello di cui scrivono piuttosto che replicare i soliti luoghi comuni dei "no tav" come estremisti ambientalisti. Il buon senso non ha colore e spesso si trova anche fra persone che i luoghi comuni spacciano appunto per estremisti (detto per inciso il comitato No tav Firenze è composto da cittadini con una media d'età di sessantanni!!!!)
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