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Viareggio: strage in stazione

Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 30/06/2009, 8:00

Viareggio, treno esplode in stazione
case crollate, auto in fiamme: 13 morti
"Una nuvola bianca... Poi è scoppiato tutto"

VIAREGGIO - Tredici morti tra cui un bambino carbonizzato, 50 feriti di cui 35 feriti ustionati in modo grave (alcuni nel 90% del corpo), altre decine di persone contuse, sotto schock, disperse. E poi due palazzine distrutte e altre tre evacuate, alcune centinaia di sfollati. Lutti e devastazione in un paradiso delle vacanze al mare, Viareggio, a causa di un treno merci carico di gpl che a mezzanotte deraglia in stazione e innesca l'apocalisse nel centro della città: una serie di esplosioni e l'incendio.

Il bilancio delle vittime è provvisorio. Alle sei della mattina vigili del fuoco e uomini della protezione civile stanno ancora scavando tra le macerie da cui hanno già estratti vivi tre bambini, un uomo e una donna.
"Come un terremoto, come un tornado, ho avvertito uno spostamento d'aria e il pavimento muoversi" racconta un giovane. "Dormivo, mi è piombato il lampadario addosso, sono vivo per caso" dice un altro. "Mio marito, un eroe. Mi ha preso di peso e trascinato fuori da una porta sul retro prima che crollasse tutto. Da sola, con queste gambe malridotte, operate da poco, non ce l'avrei mai fatta" aggiunge un'anziana sorretta a braccia da due volontari della protezione civile che l'accompagnano nella tendopoli allestita in piazza del municipio.

Racconti dall'inferno della Versilia. Dalle Alpi Apuane, che imbiancano del marmo di Carrara le montagne, dicono di aver visto il cielo diventare arancione.
E' poco prima di mezzanotte quando in stazione transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi gas. "Non è che andasse proprio piano, almeno a 90 all'ora" racconta qualcuno. "Il treno sferragliava sui binari, ho visto delle scintille" è la tesimonianza di un altro. Poche decine di metri ed è la catastrofe.

In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia, probabilmente per il cedimento del carrello di uno dei primi carri cisterna che trascina fuori dai binari altri quattro vagoni. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque. Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo - che risulterà essere un quarantenne extracomunitario - e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d'aria un'altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti.

Scene così ce ne sono tante. Le fiamme avvolgono un gazebo dove stanno cenando alcune persone. Scattano i soccorsi. Per timore che possano espoldere anche gli altri vagoni rimasti integri, vengono evacuati altri tre palazzi. "La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare - raccontano i due macchinisti, feriti in modo non grave - Siamo vivi per miracolo".

(30 giugno 2009)

"Ho visto quel treno arrivare veloce - racconta un altro testimone - entrare nella stazione e frenare senza riuscire a fermare la corsa. Mandava scintille dalle ruote, poi ad un certo momento dev'essere deragliato perché partivano dei sassi e dopo sono venute le esplosioni. Ho sentito un ferroviere che diceva che potrebbe esserci stato un problema di surriscaldamento dei freni, un guasto... ma non so dire...". Carmine Rango, ha visto arrivare il treno merci alla stazione di Viareggio: "Dopo la frenata si è alzata una nuvola bianca e poi il boato delle esplosioni. Vicino alla stazione ho visto un uomo con una camicia bianca che urlava "perché va così veloce?". Subito dopo è esploso tutto".

Sul corriere della sera:

La tragedia potrebbe essere stata causata dal cedimento del carrello di uno dei primi vagoni-cisterna del convoglio 50325 Trecate-Gricignano. «A causa di ciò - si legge in una nota delle Ferrovie - il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l'esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia».

da La Stampa

«Uno dei vagoni è deragliato - ha detto il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Antonio Gambardella che dal centro operativo del Viminale sta coordinando le operazioni di soccorso - e si sono susseguite diverse esplosioni». Quanto alle cause, Gambardella non si è sbilanciato, limitandosi a dire che secondo alcune testimonianze sembra che il treno sia entrato in stazione con i freni in fiamme. Dalle Ferrovie dello Stato si è appreso che sono 5 i vagoni deragliati mentre, secondo quanto appreso sul posto dall’ANSA dalle forze dell’ordine e dal presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, sarebbe stato il cedimento strutturale dei vagoni a causare il deragliamento. È stata esclusa l’ipotesi, invece, di uno scontro tra treni, come paventato in un primo momento dalla prefettura di Lucca. «La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare. Siamo vivi per miracolo» hanno raccontato ai soccorritori i macchinisti del treno deragliato. I due, le cui condizioni non sono gravi, hanno raccontato che il convoglio stava procedendo a 90 chilometri orari e che il limite era 100.
Ultima modifica di franz il 30/06/2009, 8:40, modificato 1 volta in totale.
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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 30/06/2009, 8:35

Personalmente non conosco le regole ferroviarie ma mi pare strano che un treno merci che porta sostanze pericolose ed esposive sia autorizzato ad attraversare una stazione in un centro abitato a 100 o anche 90 km/h
Vedremo poi come andrà al'inchiesta ma sapendo come vanno queste cose ci sarà un continuo rimpallo tra responsabilità presunte del personale (chi guida, chi controlla i carrelli, chi fa la manutenzione) e delle ferrovie, che non stanzia fondi per la sicurezza ed il rinnovo del materiale rotabile.

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Messaggioda franz il 30/06/2009, 13:02

Moretti: «Ha ceduto un asse,
i macchinisti non hanno fatto errori»

I sindacati: «Sottovalutati i precedenti». Denuncia dei delegati RSU/RLS: «Incidente tipico»

VIAREGGIO - Il cedimento di un asse di uno dei primi vagoni-cisterna del convoglio 50325 Trecate-Gricignano: sarebbe stato questo a causare l'esplosione nella stazione di Viareggio. Una nota delle Ferrovie spiega che dopo il guasto «il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l'esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia».

MORETTI - «Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori». Lo ha detto l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, nel corso della conferenza stampa con il sottosegretario Guido Bertolaso a Viareggio. L'Ad delle ferrovie ha inoltre confermato che «sempre dalle prime evidenze c'è stato un cedimento strutturale nel primo carro: si è spezzato l'asse». Moretti ha poi sottolineato che questi vagoni appartenenti a società internazionali (i 14 carri del convoglio hanno immatricolazione delle ferrovie polacche e tedesche, e il primo carro appartiene ad una società viennese), rispondono a norme di trasporto dell'Unione europea e dell'Onu e ha aggiunto che proprio i controlli sull'asse fanno parte di «quelle revisioni che sono obbligatorie per le società». «Dal controllo delle scadenze apposte sui vagoni, ha poi concluso l'Ad delle Ferrovie, sembra che la revisione sia stata effettuata regolarmente». Il treno era partito da Trecate in provincia di Novara e doveva arrivare a Caserta, non era prevista alcuna sosta a Viareggio. Il treno è arrivato alla stazione di Viareggio a una velocità di 90 chilometri orari in un tratto in cui è consentita la velocità massima di 100 chilometri. I due macchinisti che sono riusciti ad abbandonare il treno, sono ricoverati in ospedale.

DITTA CON SEDE A VIENNA
- La cisterna da cui è fuoriuscito il gas apparteneva alla società internazionale Gatx con sede europea a Vienna. Il vagone, come detto in precedenza, avrebbe subito un cedimento strutturale: si sarebbe rotto un'asse. Ed è proprio la società con sede a Vienna, sottolineano fonti qualificate, che deve assicurare la revisione di tutti gli elementi strutturali. Una tesi respinta però dalla stessa Gatx
Secondo Werner Mitteregger, numero due della Gatx a Vienna la società Gatx Rail cui appartiene il vagone, si limita all'affitto dei mezzi ferroviari gestiti poi dai clienti finali, che sono poi i responsabili delle sostanze trasportate e della gestione del mezzo. «Sono profondamente scioccato per quanto è successo - premette Mitteregger - un incidente del genere non si era mai verificato con i nostri vagoni». «Per ora non sappiamo ancora chi abbia affittato il vagone esploso, stiamo verificando, abbiamo migliaia di clienti», spiega ancora. Del resto, aggiunge, «è troppo presto per poter sapere che cosa abbia provocato l'esplosione». Mitterregger sottolinea che la Gatx, azienda leader nel settore, affitta i vagoni cisterna «con contratti di varia durata».Il dirigente assicura che «sono sempre mezzi relativamente nuovi, che vengono debitamente controllati prima di essere consegnati al cliente che li prende in affitto». Dopodichè, spiega «è come quando si affitta un'auto», in altre parole la responsabilità della manutenzione e della gestione del mezzo ricade su chi l'affitta.

LA DENUNCIA - Intanto però arriva la denuncia dei delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a tutte le sigle sindacali: «La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S. Rossore ed a Prato». «Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS - prosegue la nota - non può essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete. Esprimiamo il nostro profondo dolore per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento ai soccorritori». «Facciamo appello a tutte le autorità istituzionali affinché non ignorino le segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza dell'opinione pubblica poiché il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione - conclude la nota - Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio 'luccicante' dell'alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza».

EPIFANI - Sull'incidente è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «È una tragedia enorme. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati su cui l'azienda aveva reagito tagliando perchè nelle ferrovie c'è un uso di materiali troppo vecchio, ma aspettiamo di capire bene le cause».

30 giugno 2009
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Inizia lo scarica barile?

Messaggioda franz il 30/06/2009, 21:05

Sentito al volo il TG delle 20, devo dire che le grandi danze del rimpallo di responsabilità è iniziato.
Il vagone è costruito dalla americana Gatx, che li fabbrica per tutto il mondo.
Poi o vengono venduti o vengono affittati ma ci tengono a sottolineare che la manutenzione tocca a chi compra o chi affitta, cosi' come vale per le auto (vendute, affittate, noleggiate o in leasing).
Le ferrovie italiane dicono "il vagone non è nostro". Noi facciano la manutenzione solo dei nostri vagoni.
Manca ancora qualche tassello e poi vedremo.

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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 01/07/2009, 10:41

da repubblica:

Dunque, se è vero che la causa prima del disastro va probabilmente attribuita alla rottura di un'asse che avrebbe determinato il cedimento del carrello di uno dei carri, e se è vero che 13 delle 14 cisterne che componevano il convoglio appartengono a società straniere, resta da chiarire chi dovesse verificare lo stato di usura del materiale rotabile e se i controlli siano stati adeguati. Le Ferrovie fanno sapere che il convoglio "era stato controllato dai tecnici della verifica alla partenza da Trecate" (Novara), dove ha sede la raffineria Sarpom, e che non era stata evidenziata "alcuna anomalia". Alla luce di quanto poi è accaduto, un esperto come il professor Carlo Vaghi, dell'Università Bocconi, ritiene però molto probabile che i controlli in qualche passaggio non siano stati fatti a dovere, e sottolinea che essi competevano a più soggetti: Trenitalia, "di cui suppongo sia il locomotore", Gatx, la società americana proprietaria del carro cisterna deragliato, e la Sarpom, che peraltro dichiara di aver delegato i controlli a Fs Logistica, società del gruppo Trenitalia coinvolta, secondo le accuse, nella tragica morte dei cinque operai uccisi in una cisterna dalle esalazioni di acido solfidrico il 3 marzo 2008 a Molfetta.

E mentre Trenitalia dichiara nel suo sito che le ferrovie italiane sono le più sicure d'Europa, i sindacati mettono sotto accusa l'inadeguatezza dei controlli e degli investimenti in manutenzione, ricordando lo stillicidio di incidenti: cinque in Toscana nel solo mese di giugno - sottolineano i macchinisti dell'Orsa - fra i quali il deragliamento il 22 giugno a Vaiano di una cisterna contenente acido fluoridrico: se si fosse spezzata sarebbe stato un disastro.
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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 01/07/2009, 10:50

dal corriere on line

L'INCHIesta
Sotto accusa la revisione del vagone
Controllato a marzo, si è spaccato un cilindro. Il procuratore: ci sono state omissioni

VIAREGGIO - Bisogna la­sciarsi alle spalle l’ultima car­cassa bruciata e tornare indie­tro di 3-400 metri. Lungo il percorso, si scopre che uno dei binari è consumato a inter­valli irregolari. Segno che una ruota del treno, già in quel punto, aveva iniziato a trabal­lare: per qualche metro filava liscia, ma ogni tanto faceva un attrito tale da aver lasciato pro­fonde striature sull’acciaio del binario. È finita fuori asse, quella ruota, perché si è spac­cato di netto il cilindro ester­no che la teneva insieme con il carrello. E così, alla prima cur­va, è uscita dai binari e provo­cato il deragliamento. Sarebbe questa l’ipotesi più accreditata in mano ai magistrati e alla po­lizia per spiegare la causa del disastro di Viareggio.


Un’ipotesi che porta dritti al­l’interrogativo chiave nell’in­chiesta della Procura di Lucca: la revisione e la manutenzione di quei vagoni-cisterna sono state fatte secondo i protocolli di sicurezza? Probabilmente no, a sentire le parole del pro­curatore generale Beniamino Deidda: «L’incidente non è frutto del caso, ma di precise azioni od omissioni che saran­no vagliate e individuate». Per­ché è chiaro a tutti: una strut­tura d’acciaio non può cedere di schianto come è accaduto. Partiamo dal treno deraglia­to. Il proprietario è il colosso americano Gatx, azienda che possiede 160 mila vagoni-ci­sterna per il trasporto di deri­vati del petrolio, gpl e altre so­stanze. La flotta europea (gesti­ta da sedi in Germania, Au­stria e Polonia) è composta da 20 mila carrozze. I vagoni ven­gono concessi in affitto: «Li consegniamo in perfetto stato — spiega un dirigente del­l’azienda da Vienna — a quel punto gestione, conservazio­ne e controlli di routine spetta­no a chi affitta». In questo ca­so, il convoglio era affidato a Fs Logistica, del gruppo Ferro­vie dello stato, e veniva usato nel contratto di servizio con la raffineria Sarpom di Trecate (Novara). In quello stabilimen­to il treno è entrato alle 16 di ieri per caricare Gpl. Quando è ripartito, dovrebbero essere state fatte le verifiche che pre­cedono ogni viaggio (control­lo documenti ed ispezione car­relli). È un altro passaggio che andrà verificato. Sta di fatto che il vagone deragliato era re­lativamente nuovo: costruito nel 2004, immatricolato in Ger­mania e sottoposto a revisione il 2 marzo scorso.

Il punto chiave da chiarire sembra però il complicato bal­letto della revisione: Gatx affit­ta, Fs Logistica utilizza il treno per i servizi alla Sarpom, ma al momento della manutenzio­ne, è di nuovo il proprietario a chiamare e indicare l’officina a cui si appoggiarsi («In questo caso la responsabilità è no­stra », confermano da Vienna). Dall’altra parte le Fs assicura­no che, per quanto di propria competenza, tutto sia in rego­la. E allora, perché nessuno ha scoperto il danno? Il pezzo che si è spaccato serve a tenere la ruota in asse con il carrello. Il termine è improprio, ma si può immaginare come un grosso bullone esterno. All’in­terno dell’acciaio, secondo i primi rilievi, col tempo si sa­rebbe formata una crepa, la cui origine può essere varia (usura, ruggine). Non è detto che il problema sia visibile al­l’esterno, ma una corretta revi­sione dovrebbe sottoporre l’ac­ciaio a verifica con ultrasuoni, una sorta di radiografia per scoprire se ci siano micro-le­sioni interne. Carlo Vaghi, docente della Bocconi, esperto di trasporti, spiega che tutte le parti in cau­sa «dovrebbero verificare il corretto utilizzo e le condizio­ni di sicurezza del treno. Non si tratta solo di controllare i do­cumenti, ma anche lo stato fisi­co dei carri». È il punto su cui attaccano i sindacati: nel settore della si­curezza per il trasporto merci, spiega l’Orsa, «ci sono stan­dard definiti, ma assolutamen­te blandi. Per quanto riguarda la manutenzione, basta un’au­tocertificazione dell’azienda utilizzatrice». Il ministro del­­l’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato: «Se scopriremo che le norme per la sicurezza nel trasporto dei materiali perico­losi non sono adeguate, le cambieremo». Un ultimo particolare in ma­no agli investigatori introduce però un elemento di fatalità nell’incidente. Le cisterne so­no infatti costruite per soppor­tare gli urti, anche nel caso in cui si rovescino. Tre dei quat­tro vagoni ribaltati hanno resi­stito, senza perdite. L’ultima invece è caduta su un «picchet­to », un segnale piantato accan­to ai binari. La cisterna è stata «infilzata». Da quello squarcio è uscito il gas. Ed è bastata una scintilla a provocare l’esplosione.

Gianni Santucci
01 luglio 2009



PS: mi sembra di buon senso evitare oggetti rigidi come quel picchetto, che possano squarciare le cisterne.
In fondo la plastica dovrebbe bastare, per tenere un segnale.
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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 02/07/2009, 9:38

limiti dell’Agenzia per la sicurezza
«I controlli? In un mese 3 o 4»
Il direttore Chiovelli: operiamo per campioni. La legge non ci concede la possibilità di dare sanzioni economiche

ROMA — Una decina di persone che fanno controlli a campione sulla sicurezza di più di 30 imprese ferro­viarie e i loro treni, nell’ordine di 3-4 audit al mese. Pochissimi se si pensa che i convogli che trasporta­no merci pericolose in giro per l’Ita­lia sono un migliaio al mese. E poi competenze ancora inesistenti sulla rete dei binari e sulle officine di ma­nutenzione.

La neonata Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, guidata da Alberto Chiovelli, ce la mette tutta per garantirci viaggi sicuri, ma, ad esempio, dispone solo di 79 dipen­denti sui 300 previsti. Su Trenitalia (la controllata di Fs che fa circolare i treni) nell’ultimo rapporto disponibile, quello del 2007, diceva: «Un’attenzione partico­lare va posta in merito alle non con­formità rilevate sul materiale rotabi­le merci per il trasporto di merci pe­ricolose ». E sui progetti del Piano si­curezza di Trenitalia: «Molti non ri­spettano i tempi a causa di criticità nel reperimento dei finanziamenti e nel rapporto con i fornitori».

Ingegnere, sa qualcosa che do­vremmo sapere su Trenitalia?
«Si tratta di osservazioni sui pro­cessi manutentivi sia per i treni pas­seggeri che per quelli merci. Nel 2007 abbiamo chiesto a Trenitalia di fare interventi correttivi: in parte so­no stati fatti, in parte sono in cor­so ».

Cosa avete rilevato sulle merci pericolose? Può fare un esempio?
«Che so, un processo di verifica di un assile che viene fatto e non certifi­cato, o certificato da un’impresa che non può farlo. Episodi così».

E come vi siete regolati?
«La legge non ci concede la disponi­bilità di sanzioni economiche. Pos­siamo chiedere del­le correzioni o arri­vare, in casi gravi, a ritirare il certifica­to di sicurezza».

Un caso grave come quello di Via­reggio?
«Se avessimo rilevato un episodio del genere in audit, sì, avremmo po­tuto ritirare la certificazione di sicu­rezza ».

Dalla vostra relazione risulta che nel settembre 2007 avete rileva­to che un carro di Trenitalia cargo viaggiava con rotabile scaduto.
«In casi come questo se ne impedi­sce la circolazione, si fa fare la revi­sione, si chiedono spiegazioni all’im­presa ».

Ma non è grave? Non si dovrebbe ritirare la certificazione?
«Ritirarla a Trenitalia significa az­zerare il trasporto in Italia, non è un’ipotesi facile...».

Un’arma spuntata, dunque. L’avete mai adoperata?
«Una volta. Per un’impresa che non aveva sufficienti persone abilita­te a mansioni di sicurezza. Ma ci so­no altre misure precauzionali».

Ad esempio?
«Nel caso del cedimento del carro di Prato abbiamo ordinato un con­trollo straordinario su tutti i carri si­mili: era del 1958».

E poteva ancora circolare?
«Non c’è norma che ne impedisca la circolazione: sono mezzi fatti per durare molto. Certo, avere un parco meno vetusto sarebbe meglio...».

C’è chi dice che i treni andrebbe­ro revisionati non a intervalli di tempo ma in base al chilometrag­gio effettuato».

«E come si fa? Ogni carrozza è au­tonoma e dovrebbe avere un conta­chilometri. E chi ci assicura che non venga manomesso?».

Nel caso di Viareggio si è scoper­to che a fare la revisione è stata un’officina di Mantova. È sotto il vostro controllo?
«No, noi, a differenza dell’Agenzia tedesca, non possiamo certificare la sicurezza delle officine».

E cosa potete fare?

«Se un’impresa certificata da noi si rivolge a una determinata offici­na, possiamo farle un audit ».

Il controllo a ultrasuoni che avrebbe rivelato il danno all’asse del treno di Viareggio è obbligato­rio?.

«Sì, rientra tra le procedure stan­dard ».

Antonella Baccaro
02 luglio 2009
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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 02/07/2009, 9:57

franz ha scritto:Nel caso di Viareggio si è scoper­to che a fare la revisione è stata un’officina di Mantova. È sotto il vostro controllo?
«No, noi, a differenza dell’Agenzia tedesca, non possiamo certificare la sicurezza delle officine».

Questo audio http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a ... itrate=300 dovrebbe riferirsi alla dichiarazione di questa officina di mantova.
Loro in effetti affermano che le ruote di quel carro non erano piu' anorma ed hanno chiesto la sostituzione.
Il cliente (non fa nomi e non so se sia la GATX o la ditta che ha in affitto i vagoni) ha mandato le ruote in sostituzione e la ditta di mantova le ha montate, senza verificarle; erano ruote già verificata da al tra ditta.
Ora bisogna vedere se le ruote sostituite sono le stesse del carrello che si è rotto o se sono altre.
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Re: Viareggio: strage in stazione

Messaggioda franz il 02/07/2009, 16:00

Da Repubblica
Fermati i carri Gatx. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, ieri in Parlamento, ha parlato di "tracce di corrosione sulla ruota". Sull'asse del treno troncato di netto, i tecnici hanno riscontrato un'ampia fessura parzialmente corrosa dalla ruggine, che rendeva fragilissima la tenuta del primo carrello della cisterna. Per evitare altri incidenti e in attesa di chiarimenti da parte della compagnia, da ieri sono stati sospesi i trasporti con carri di proprietà della multinazionale austriaca Gatx, proprietaria della cisterna che ha originato l'incidente. Il 2 marzo scorso le ruote del carro che hanno ceduto erano state sostituite dall'azienda Cima riparazioni di Bozzolo, in provincia di Mantova. "Ma le ruote - ha dichiarato l'amministratore Giuseppe Pacchiani - erano state consegnate direttamente dalla Gatx".
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A proposito di competenze

Messaggioda franz il 02/07/2009, 17:08

C’è chi dice che i treni andrebbe­ro revisionati non a intervalli di tempo ma in base al chilometrag­gio effettuato».
«E come si fa? Ogni carrozza è au­tonoma e dovrebbe avere un conta­chilometri. E chi ci assicura che non venga manomesso?».

Ogni vagone ha un suo foglio di viaggio per cui sa da dove parte e dove arriva. È quindi possibile sapere quanti km ha fatto anche senza avere un contachilometri su ogni carro. Poi se proprio si volesse basterebbe un dispositivo GPS fisso su ogni carro per avere traccia degli spostamenti e del chilometraggio. Non solo ma sarebbe registrabile anche la velocità, punto per punto, tranne nelle gallerie. Poiché sarebbe possibile interrogare in ogni istante il chilometraggio accumulato, sono impensabili malversazioni a posteriori. Strano che uno che sta a capo dell'agenzia per la sicurezza non sappia o non intuisca da solo queste cose. In che mani siamo? A cosa servono queste agenzie? A sistemare gli amici degli amici?
Il mondo della politica è in affanno: ieri al TG un ministro della CdL (mi pare un ex di AN) farfugliava di carri tedeschi, di cui bisognerebbe vietare l'ingresso. Ritorno all'autarchia? Per fortuna i carri non sono inglesi, altrimenti gioco forza sarebbe stato tirare in ballo la perfida albione. Anche i giornalisti non scherzano e la GATX viene definita una multinazionale austriaca. Invece è americana. Interessa poco di dove sia ma chi vuole essere informato viene bombardato di notizie diverse e contraddittorie. Si fa confusione e nella confusione non si fa certo chiarezza.
Intanto il blocco dei carri GATX, se è vera la notizia data i giorni scorsi che riferiva che tutti i carri per il trasporto di GPL sono di quel produttore, comporta il blocco dei rifornimenti in tutta Italia e chi ha una macchina a GLP comincia a preoccuparsi. Se il blocco dovesse prolungarsi significa anche fermare la produzione nelle raffinerie.
Tutto questo casino ma la domanda dovrebbe essere realtivamente semplice: chi ha fatto la manutenzione e chi ha fornito i pezzi di ricambio. In questo caso se erano nuovi o ricondizionati e da dove venivano.

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